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Marco, il novello Bill Gates creatore di Dotty the clock

di Andrea Perini
Marco, il novello Bill Gates creatore di Dotty the clock

A 18 anni ha già costruito una stampante 3D e ha programmato due droni È stato ammesso a Ingegneria all’università di Torino, il suo futuro sembra scritto

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MODENA. Un novello Bill Gates ma lui preferisce essere più paragonato al padre della Apple, Steve Jobs, che a quello di Microsoft. Il confronto può sembrare un po’ azzardato, ma vedendolo in azione nel suo “ufficio-garage”, non stona. A maggior ragione se si dà un’occhiata alla sua carta d’identità e la si confronta con quello che ha progettato e realizzato: a 18 anni ha già all’attivo la costruzione di una stampante 3D, la programmazione della parte elettronica di due droni e il suo ultimo lavoro, Dotty the clock.

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Lui è Marco Giordano, frequenta il liceo scientifico Tassoni e ha già superato il test d’ingresso all’università di Torino, naturalmente quello della facoltà di ingegneria elettronica. Ama la programmazione tanto da andare oltre alla normale mole di studio scolastica, che non offre basi concrete per il settore, e ha fatto del suo hobby una concreta possibilità per il suo futuro.

La sua ultima creazione, Dotty, è nata da un’esigenza banale e, come ogni inventore che si rispetti, non è andato al negozio di elettronica sotto casa ma ha preso matita e foglio di carta, si è messo a testa bassa sulla sua scrivania e ha buttato giù uno schizzo. «Più o meno 12 mesi fa ho avuto la necessità di avere un orologio che fosse ben visibile da una parte all’altra della stanza. Quindi ho pensato: sarebbe comodo avere un orologio che si possa attivare quando voglio io, a distanza, senza telecomando che poi si perde, e ovviamente facilmente consultabile, non come le normali radiosveglie che già da tre-quattro metri i numeri si confondono». Infatti Dotty è attivabile con un semplice applauso: «Battendo le mani si accende il dispaly ma è possibile tenerlo anche sempre attivo. La batteria dura più o meno due giorni ed è ricaricabile tramite porta usb».

In pratica «Dotty è un orologio innovativo che permette di avere oltre alle quattro funzioni preimpostate (calendario, orologio, fusi orari diversi e temperatura), infinite nuove, programmandole attraverso l’accesso usb (per chi non è del mestiere, ndr) oppure tramite la porta Isp (per chi invece mastica la programmazione elettronica, ndr). Ho curato ogni singolo aspetto di questo progetto che mi ha tenuto impegnato otto mesi: dal primo schizzo su carta, al disegno al Cad (che serve per la realizzazione di oggetti 3D, ndr) e la stampa in 3D del prototipo», fatta con quella che ha creato lui. Poi è passato alla «scheda elettronica» che ha realizzato completamente da solo, così come «il codice scritto in C++ e pubblicato in forma open-source», ovvero disponibile per tutti gratuitamente, «su GitHub».

Ma questa, come detto, è solo l’ultima invenzione portata a termine da Marco. A 15 anni, leggendo in spiaggia un articolo sulla prima stampante 3D consumer, è stato folgorato dall’idea di averne una. Per due anni ha lavorato al progetto partendo da zero: «Ho realizzato in legno l’involucro, in modo da portela riadattare poi in una Cnc (macchine che connettendosi al pc riproducono il disegno che si desidera, ndr) aggiungendo un mini trapano. Poi sono passato alla parte elettronica. Due anni di lavoro con cui ho poi realizzato l’involucro di Dotty». E poi i due droni: «Per quelli ho realizzato solo (si fa per dire, ndr) la parte elettronica cioè quella che riceve gli impulsi del telecomando e li trasforma in azioni e quindi in volo». Insomma Marco ha un futuro già scritto. Chissà se tra 30 anni non si parlerà di lui come di Steve Jobs e Bill Gates.

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