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Alla scoperta di Medicina legale a Modena: 5mila casi ogni anno

di Carlo Gregori
Alla scoperta di Medicina legale a Modena: 5mila casi ogni anno

Lo staff “copre” Modena e Reggio: cento analisi su cadaveri, studi genetici certificati e un laboratorio tossicologico unico

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MODENA. Anche se legata alle catene dei bilanci dell’Università e del Servizio sanitario regionale, la Medicina Legale di Modena resta nella “top five” in Italia e in linea con l’eccellenza europea. Non è un’esagerazione. Per mancanza di mezzi e personale, in gran parte delle città italiane la Medicina legale è ridotta al lumicino, spesso confinata all’insegnamento universitario o direttamente affidata a professionisti privati. A Modena invece, grazie all’impostazione di alcuni suoi luminari (tra i più recenti, Francesco De Fazio), l’istituto prosegue da molto più di un secolo le sue attività vantando alcuni primati: l’Analisi Genetica di Modena ha una certificazione Iso che la pone su un piano europeo; la Tossicologia è il laboratorio più importante in regione; e nell’istituto di via del Pozzo si svolgono ricerche di frontiera. Se fino a vent’anni fa Modena si occupava anche delle province di Cremona e Mantova, oggi segue solo casi di Modena e Reggio. In un anno le pratiche che passano sotto la firma del direttore professor Enrico Silingardi sono variabili dalle 4 alle 5mila.

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Di tutti questi casi, che comprendono anche attività assistenziale e didattica, dai 50 ai 100 all’anno riguardano esclusivamente l’attività necroscopica (per Reggio sono dai 20 ai 30 all’anno). Sono gli accertamenti che vengono fatti sui corpi di persone morte per cause naturali in circostanze non chiarite. Per questi casi serve un riscontro diagnostico che fornisca una spiegazione del decesso da girare all’Ufficio di stato civile.

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Oppure sono incarichi che riguardano casi interni al Policlinico. In questo caso l’accertamento del medico legale non solo tutela chirurghi e medici ospedalieri ma permette ai familiari di sapere la causa della morte del paziente. Come si capisce, è un lavoro scientifico imparziale e delicato: la fama di un istituto come quella di Modena si è costruita sul rigore quando in altri istituti un solo errore è bastato a rovinare la reputazione. A questi decessi naturali si affiancano infine anche quelli specifici sulla morte di chi rientra da viaggi all’estero: in un anno ci sono due o tre studi di questo genere.

Un lavoro specifico sono poi le ispezioni esterne e le autopsie dei corpi su incarico della Procura di Modena e di quella di Reggio, un lavoro sotto i riflettori per la gravità dei casi: in tutto un centinaio di corpi analizzati all’anno, quattro quinti dei quali solo per Modena. La Tac sui corpi dà preziose indicazioni sulle dinamiche di decesso: una sola immagine diagnostica può “fotografare” e spiegare casi molto complessi.

A Modena presso l’Analisi Genetica - certificata Iso - vengono fatte sia analisi per la Procura e ogni anno anche una decina di diagnosi di paternità per cause civili. Si aggiungono le centinaia di analisi tossicologiche che il laboratorio di Modena svolge per tutta la regione: è l’unico centro accreditato in Emilia-Romagna. Qui si sono studiati casi celebri, come la morte di Pantani. La Prefettura di Modena chiede a Tossicologia più di 500 analisi all’anno (quella di Reggio, 200) per casi di guida in stato di ebbrezza o di stupefacenti e per rischi sul lavoro.

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