Gazzetta di Modena

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«Bastonato per rubarmi il formaggio»

di Francesco Dondi
«Bastonato per rubarmi il formaggio»

Castelnuovo. Denuncia del casaro del San Michele: sono sparite 100 forme. Medicato a Baggiovara. Indagano i carabinieri

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CASTELNUOVO. Un’aggressione di sabato mattina, alle 8, quando era appena arrivato al magazzino del caseificio San Michele di Montale. È quella che ha denunciato il casaro della coop agricola che produce Parmigiano Reggiano in via Tabaretto e sulla quale hanno aperto un’indagine i carabinieri di Castelnuovo, intervenuti sul posto dopo la segnalazione. L’uomo è stato refertato al pronto soccorso di Baggiovara dove i medici lo hanno dimesso dopo alcuni accertamenti: la prognosi parla di due giorni. Ed è proprio partendo dal racconto del casaro e dal referto medico che gli investigatori dell’Arma stanno cercando di ricostruire i fatti e il furto di un centinaio di forme di formaggio.

Gli indizi però sono pochi perché la vittima non ha saputo fornire particolari dettagli della banda che lo avrebbe colpito. Era arrivato in via Tabaretto dopo il giro nelle stalle delle vicinanze dove vengono munte le mucche. Il latte converge poi al quartier generale della San Michele, cooperativa a conduzione familiare, molto conosciuta in zona.

«Il casaro - ha riferito Emanuele Toni, il presidente della cooperativa di Montale - ha disinnescato l’allarme che protegge il capannone di lavoro. Siamo spesso in giro e quindi capita che in ufficio e nello stabilimento non ci sia nessuno, soprattutto di sabato mattina. Completato il primo intervento si è portato sul retro dove ha aperto il portone ed è stato lì che ha subìto l’aggressione. Ci ha raccontato di aver ricevuto una bastonata alle spalle e di essere rimasto a terra tramortito».

A dare l’allarme è stato un collaboratore, ma ormai il bottino in forme di Parmigiano era ormai svanito. «Dobbiamo ancora fare i conti nel dettaglio - spiega Toni - ma parliamo di una quantità che va da 70 ad un centinaio di forme». Il valore stimato è di circa 30mila euro, coperto da assicurazione. Perché nell’ultimo periodo gli assalti ai caseifici - l’ultimo in ordine di tempo è quello all’Albalat di Modena - sono tornati di moda e allora conviene tutelarsi a fronte dei potenziali rischi.

Secondo la ricostruzione fatta dai rappresentanti della cooperativa, i banditi avrebbero atteso il casaro ben nascosti sul retro prima di colpirlo. «Dovevano essere a piedi - dice Emanuele Toni - Altrimenti il nostro collaboratore avrebbe sicuramente notato il furgone della banda parcheggiato nella proprietà privata».

Una volta tramortita la vittima, il gruppo ha avuto strada libera. Hanno posteggiato un mezzo di trasporto nel piazzale retrostante l’ingresso (ben coperto dalla strada) e si sono dati da fare per caricare più merce possibile nel minor tempo possibile proprio per evitare di essere intercettati da qualche addetto alla lavorazione del latte. Poi si sono dileguati, lasciando a terra un uomo svenuto e leggermente ferito.

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