La Provincia esce dalle Ferrovie
Approvata la dismissione Forza Italia: «Perdiamo influenza»
La provincia di Modena esce da Fer, Ferrovie Emilia-Romagna. Il consiglio provinciale di viale martiri ha approvato nei giorni scorsi la conclusione del percorso, che prevede la liquidazione della quota sociale di 1.408 euro, pari allo 0,014% del patrimonio. L'uscita da fer rientra nel piano di razionalizzazione in corso da mesi all'ente modenese sulla base della legge di stabilità 2015, che ha avviato il processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni. Si prevede l'uscita anche da Promo, banca etica e trasporto pubblico Emilia Romagna (Tper).
Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia, ricorda che «il percorso avviato prevede la riduzione e razionalizzazione delle società e delle partecipazioni mantenendo quelle strategiche, come l'Autobrennero che nei giorni scorsi ha garantito di nuovo buoni dividendi». Nella discussione in aula su Tper, allo stesso tempo, i consiglieri Ugo Liberi (Forza Italia) e Germano Caroli (Uniamoci) hanno motivato la loro di astensione esprimendo «La preoccupazione sulla perdita di influenza del territorio modenese sulle strategie regionali». Le società partecipate dalla provincia di Modena, a conti fatti, scenderanno così da 13 a sei: oltre all'Autobrennero c'è Lepida, «società che a livello regionale gestisce la rete a banda larga delle pubbliche amministrazioni»; e poi agenzia della mobilità e seta, perché «compatibili con le funzioni dell'ente su viabilità e trasporti», dice la stessa provincia in una nota. Le partecipazioni nel gal, la società che si occupa dello sviluppo economico dell'appennino, e in modenafiere vengono per ora mantenute «rimandando ulteriori decisioni dopo il completamento della fase di riordino delle province».
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