Gazzetta di Modena

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Raffaella da Modena al Bolshoi

di Serena Fregni
Raffaella da Modena al Bolshoi

La giovane ballerina modenese chiamata ad un corso intensivo nel celeberrimo tempio della danza

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«Un sogno che si avvera». Sono le parole della giovane modenese Raffaella Vaduva, che a luglio andrà a fare un corso intensivo di danza classica presso la prestigiosa “Bolshoi Ballet Academy” di Mosca, ovvero l’olimpo della danza classica. Un’opportunità che Raffaella ha ottenuto dopo aver partecipato all’unica data di audizioni in Italia, a Firenze, per questo importante corso, dove è stata scelta tra tantissimi aspiranti ballerini. «La danza ti fa crescere - racconta la giovane - ti trasmette valori e regole e una forte determinazione».

Raffaella ha 15 anni e frequenta l’Istituto tecnico Barozzi e ogni giorno, dopo le classiche sei ore a scuola, si reca a studiare danza classica Reggio Emilia, presso la scuola “Associazione Balletto Classico” gestita da Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, ballerini affermati e conosciuti in tutto il mondo e anche grandi maestri e coreografi che hanno aiutato davvero tanto Raffaella, come racconta lei stessa :«Mi hanno insegnato metodo e tecnica e mi hanno permesso di imparare e appassionarmi sempre di più a questa disciplina». Due grandi professionisti che formano ogni giorno future grandi “étoile” e ballerini, come spiega anche il padre di Raffaella: «Il metodo Cosi - Stefanescu ha permesso a Raffaella di imparare tanto e noi siamo davvero contenti del percorso che sta per intraprendere e il corso al Bolshoi speriamo possa essere il suo trampolino di lancio».

La storia di Raffaella però ha inizio diversi anni fa, quando a tre anni si avvicinò alla ginnastica ritmica presso la scuola “Panaro”, primo grande amore come ricorda la mamma «Era bravissima ma soprattutto aggraziata ed elegante e da lì in poi non ha mai smesso di allenarsi». Dopo alcuni anni di ritmica, dove ha portato a casa anche alcuni premi, Raffaella ha intrapreso il cammino della danza classica, prima a Modena presso la scuola “Danziamo” e poi, grazie al suo talento e alla sua insegnate, Daniela Graves, è arrivato il trasferimento a Reggio Emilia e adesso il corso a Mosca.

«Daniela - racconta il papà - è stata davvero una grandissima insegnate e le ha dato le basi per continuare questo percorso». I genitori di Raffaella, mamma russa e papà rumeno, sono contentissimi di questa opportunità, anche se comporterà molti sacrifici per i costi :«I genitori di mia moglie - spiegano - ci hanno aiutato e anche amici e conoscenti ma noi purtroppo non potremo seguirla, proprio per una questione economica».

Oltre all’esperienza al Bolshoi, anche studiare danza classica comporta molti sacrifici, che la famiglia fa volentieri.

«È dura perché le scuole di danza sono costose - dice il padre - Vogliamo dare un futuro a nostra figlia, soprattutto vorremmo che non smettesse mai di credere nei suoi sogni». Un paese, l’Italia che il padre di Raffaella ha scoperto negli anni e che, dal punto di vista artistico, si aspettava diverso, diciamo “migliore” :«Ho sempre visto l’Italia come il paese dell’arte, la "culla" della cultura ma invece, vivendoci ogni giorno, mi sono reso conto che si investe davvero poco in questo settore e credo che sia una grave mancanza». Il padre vorrebbe che ci fossero più iniziative dedicate alla danza, partendo dalle scuole e associazioni, che faticano a sopravvivere spesso per mancanza di fondi.

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