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Rubano 800 pannelli per 300mila euro

di Gabriele Bassanetti
Rubano 800 pannelli per 300mila euro

Formigine. Banda oscura le telecamere del maxi impianto della società Re Sole. Il titolare: «Colpo da professionisti»

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FORMIGINE. Devono aver impiegato alcune ore di lavoro per smontare fra 600 e 800 pannelli, caricarli su più furgoni o camion e portarli via dal campo fotovoltaico di via Balestrazzi a Formigine. Eppure nella notte del 29 aprile ignoti sono riusciti a mettere a segno questo colpo, ai danni della ditta Re Sole srl di Modena, che come attività ha appunto la gestione del campo. In un'area compresa fra via Radici in Piano nel territorio di Corlo e la Modena-Sassuolo urbana, sono installati complessivamente 9mila pannelli che producono 2 milioni e mezzo di kwh all'anno. Energia che viene immessa nella rete elettrica nazionale e che viene ovviamente pagata al produttore. Il campo è stato autorizzato da Regione e Provincia nel 2010 ed è attivo dal 2011. Adesso ci sono circa 800 pannelli in meno, per un danno quantificabile fra 2 e 300mila euro. «Non abbiamo ancora fatto i conti con precisione – spiega Antonio Fontana, titolare di Re Sole – ma ipotizziamo una cifra del genere. Si è trattato di un colpo da professionisti, i carabinieri stanno indagando e hanno acquisito le registrazioni delle telecamere ma è probabile che siano state oscurate». Per la Re Sole in cinque anni di attività è il primo furto del genere. «In precedenza avevamo subito un furto di rame ma non di pannelli e non con un danno così ingente. I Carabinieri ci dicono che di solito questi pannelli rubati prendono rapidamente la strada dell'estero, in un caso precedente sono stati ritrovati in Marocco e quindi sarebbe necessario intercettarli prima che escano dal territorio nazionale. Ci hanno dato qualche speranza, visto che si tratta di un colpo da professionisti e che i percorsi di questo tipo di merce rubata sono più o meno noti». Se è vero che il campo fotovoltaico è recintato, chiuso con lucchetti e controllato con sistemi video e allarmi, è anche vero che sorge in una zona isolata che favorisce le incursioni notturne. Da un lato c'è la Modena-Sassuolo, dalla quale difficilmente qualcuno può vedere, di notte, quel che succede nel campo, dall'altro via Balestrazzi è una strada chiusa che finisce in un prato e l'area del fotovoltaico è costeggiata da una strada sterrata. Neutralizzati i sistemi di controllo insomma, il tempo e il modo per agire indisturbati anche per lungo tempo c'è. In zona non è il primo caso di furto nel fotovoltaico. Il campo di Maranello, di proprietà del Comune che ne ricava energia per alimentare le sue strutture e parte la rivende in rete, è stato visitato e svuotato due volte nel luglio e agosto 2015. Si tratta di un impianto più piccolo, del costo di 120mila euro. Quello di Formigine è invece enorme e la realizzazione ha comportato per la ditta una spesa di oltre 5 milioni. Oltre il distretto ceramico, altri campi in provincia di Modena sono stati derubati di recente: a Nonantola nel 2015 e a Manzolino di Castelfranco nel 2014 i più recenti, anche se nessuno dell'entità del furto di Formigine.

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