Gazzetta di Modena

Modena

Scomparso Santamaria fisarmonica e tanto cuore

di Saverio Cioce
Camillo Santamaria
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Camillo Santamaria

Con la sua musica e le sue canzoni ha fatto innamorare migliaia di modenesi. E non solo loro, visto che la lunga vita di Camillo Cartolari, “Santamaria” spentosi ieri all’età di 84 anni, si è svolta...

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MODENA. Con la sua musica e le sue canzoni ha fatto innamorare migliaia di modenesi.

E non solo loro, visto che la lunga vita di Camillo Cartolari, “Santamaria” spentosi ieri all’età di 84 anni, si è svolta nell’Europa unita nella musica negli anni ’50 e ’60. Svizzera, Germania, Francia, Inghilterra e tanto altro per un musicista che con la sua armonica e il liscio ha fatto danzare nelle balere e nelle discoteche intere generazioni.

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La sua vita, è il caso di dirlo, nasce sotto il segno del pentagramma. La storia di famiglia vuole che sua madre Caterina avesse una bellissima voce e che, nell’epoca in cui la radio in casa era un lusso, le sue canzoni diventassero un richiamo per tutta Casa Gatti, una borgata a poca distanza da Cà di Sola, tra Castelvetro e Solignano. Così il piccolo Camillo, a soli 7 anni, passa le sue giornate sotto gli alberi con un’armonica e impara a suonare da solo. Il piccolo strumento, che lo trasforma subito in un personaggio, lo aveva comprato di nascosto dalla madre, con i soldi di un piccolo debito che avrebbe dovuto saldare e che invece nelle sue tasche si era trasformato in una scorciatoia di sette note per un vita tutta all’insegna della musica.

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«La sua famiglia era poverissima - racconta mentre sfoglia le fotografie in bianco e nero sua figlia Sandra, interprete di jazz e gospel oltre che autrice di fama - ma in casa anche se non c’era il pane in tavola la musica non mancava mai. In breve: un parente si offrì di pagargli gli studi musicali che lui seguì con profitto. E anche il servizio militare lo fece nella banda degli Alpini».

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Finita la leva la sua stella cominciò a brillare. Emigrò in Svizzera, dove il fascino latino del giovane musicista era diverso dai gastarbeiter che venivano a fare i lavori più umili.

Il boom è nel 1960, quando sull’onda del successo dei Beatles anche “I quattro Camillo’s”, questo il nome del gruppo, adottano lo stile e la musica del quartetto di Liverpool.

Una serata dopo l’altra, tornée in tutta Europa, nei locali da ballo e negli alberghi e, ovviamente, anche in Italia. Ma a un certo punto in Svizzera, che rimane la base del gruppo, Camillo incontra Barbara Boehm, la sua anima gemella, pure lei erede di una dinastia di musicista. Il padre, baritono ebreo-ungherese di grande talento, era riuscito a espatriare in Svizzera dalla Germania hitleriana. Nel 1965 nasce Sandra e cinque anni dopo il ritorno in Italia, senza incertezze. Ormai il mondo musicale per Camillo Cartolari non ha più segreti e nel 1970 nasce la formazione “Camillo Santamaria e la sua orchestra” che per tre decenni gira l’Italia e spopola nelle terre del liscio. «Ero nel suo gruppo al basso dal 1974 al ’77 - ricorda Ermanno Sighinolfi - In un anno abbiamo fatto 400 servizi: fermi solo cinque giorni in un anno e in tante domeniche doppio impegno al poeriggio e la sera sino a notte».

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La sua fisarmonica è il suo strumento preferito, ma suona alla perfezione anche sassofono, flauto e ha una mano eccellente al pianoforte. «Era un musicista completo sotto ogni punto di vista - ricordano le due gemelle mantovane Morena e Gabriella Sacchi, vocalist nel gruppo dal 1979 al 1996 - Con loro abbiamo fatto dieci Lp su una trentina in totale che ha prodotto nella sua vita. È stato autore e arrangiatore di prima grandezza, tutto da scoprire. Noi con lui abbiamo vinto due dischi d’oro con “Ciao Marilyn” e “Il tiramisù”. Siamo state le prime cantanti nel suo gruppo: ci ha dato tante opportunità di cresscere e noi sapevamo di meritare la sua fiducia. Non a caso ci ha ceduto il marchio del gruppo».

Con l’uscita di scena di Camillo, il gruppo “ Morena Santamaria” continuò eproponendo i ballabili internazionali, oltre ai classici del liscio: mancava solo la sua voce, a metà tra Fred Bongusto e Franco Califano. I funerali si terranno domattina alle 11 a Terracielo, le sue ceneri saranno disperse davanti a Rimini, dove suonò per tanti anni di fronte al Grand Hotel di Fellini.

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