Buste arancioni Inps, simulazioni pronte per le pensioni dei modenesi
Sono in arrivo le prime migliaia di buste arancioni nelle case dei modenesi. Il direttore provinciale di Modena, Cimino: «Offriamo ai dipendenti uno strumento per valutare l’importo a fine lavoro»
MODENA. Per i 230 mila modenesi che già ricevono la pensione dall’Inps. Per tutti gli altri che sperano o aspirano ad arrivare alla data fatidica dell’addio al lavoro invece le buste arancioni che cominciano ad arrivare in questi giorni sono un brusco risveglio.
Per carità, niente di traumatico. Ma l’Inps, seguendo le direttive del governo, mette le mani avanti rispetto a una carenza galoppante di contributi previdenziali e avvisa a uno a uno i futuri pensionandi spedendo a casa di ognuno il calcolo ipotetico della pensione futura. A Modena stanno arrivando via posta le prime 2000 buste arancioni, avanguardia delle altre decine di migliaia che spiegheranno, a chi ha maturato almeno cinque anni di versamenti all’Inps, quale sarà il futuro lavorativo e pensionistico. Una volta completata l’operazione, quando saranno consegnate in tutta Italia 7 milioni di buste ai lavoratori dipendenti, nella nostra provincia saranno stati allertati decine di migliaia di lavoratori.
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«Attenzione però - avverte Francesco Cimino, direttore della sede Inps di Modena - le nostre sono solo simulazioni rispetto alla storia personale di ogni dipendente».
Chi si vede recapitare la busta però ha paura di ritrovarsi con una pensione tagliata
«No, non è così. L’Inps non fa altro che calcolare le ipotesi di pensione a partire dai contributi versati sino a oggi e avanza un’ipotesi su quello che il lavoratore riceverà al momento in cui matureranno le condizioni per la pensione».
Un’operazione con molte variabili se ci sono più aziende, lavori diversi, sedi in province diverse
«Esatto. Per questo noi mandiamo a tutti i dipendenti una sorta di anagrafe dei versamenti spiegando quanto risulta a noi, come Inps, sino a oggi. Bisogna chiarire anche che spieghiamo anche come la pensione futura sarà direttamente proporzionale ai contributi e già da diversi anni e così. Quindi nel calcolo attuale, per chi è vicino alla pensione, occorre mettere insieme periodi con contribuzioni e regole tra loro non omogenee e che sono cambiate».
Un promemoria previdenziale, una sorta estratto conto nel salvadanaio di quanto il lavoratore ha messo da parte negli anni?
«È così. E se ci sono anomalie siamo pronti a intervenire, come nel caso di aziende non registrate, di contributi mancanti. Il cittadino può rivolgersi a noi per gli accertamenti e in un paio di settimane arriva la risposta. Noi effettuiamo le verifiche e vediamo se è un errore materiale o un’evasione e a quel punto il diretto interessato deciderà cosa fare per tutelarsi. Se si tratta di un nostro errore provvediamo immediatamente».
Sinora però non c’è stata la carica agli sportelli Inps di viale reiter per chiedere informazioni, anche perchè le buste arancioni arriveranno solo a coloro che non si sono attivati per via elettronica. In tutta Italia sono stati milioni e a Modena e provincia un numero molto superiore alle previsioni ha effettuato la registrazione con il codice Pin individuale per verificare il salvadanaio pensionistico. Sorpresa: solo 28 persone in totale sono quelli che hanno chiesto chiarimenti perchè i conti non tornavano.
D’accordo, molti avranno preferito bussare alla porta dei patronati sindacali, più vicini a casa soprattutto nei paesi più piccoli. Ma l’indicazione è chiara: organizzarsi per tempo è l’unico modo per non ritrovarsi con la pensione tagliata con l’accetta.
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