Emergenza sanitaria, un sondaggio svela i guai
Si chiuderà a Camposanto percorso partecipato sul futuro dei servizi nella Bassa I sindaci: «Non si smobilita, riduttivo parlare solo di ospedale e strumentalizzare»
MEDOLLA. Ottanta interviste a volontari, medici di base e specialistici, responsabili di reparto ospedaliero, farmacisti e cittadini, i cui risultati avranno il compito di risolvere l’emergenza nel campo della salute, ovvero il rafforzamento della rete socio sanitaria, che non include solo l’ospedale, bensì una vasta gamma di servizi sul territorio. Questo è il concetto ribadito ieri in municipio, dove i sindaci dell’Unione Area Nord hanno presentato il laboratorio pubblico di progettazione del percorso partecipativo sulla sanità ed i servizi socio sanitari organizzato dall’Unione.
L'iniziativa si svolgerà sabato alla sala polivalente Ariston di Camposanto, con prenotazione consigliata.
«L’evento conclude la seconda fase del percorso e precede la redazione del documento di sintesi finale che verrà portato alla conferenza dei servizi socio sanitari. Quella dei sindaci di non essere presenti ai vari incontri, ma di portare un saluto all’inizio è stata una scelta presa per tempo - spiega il primo cittadino di San Felice, Alberto Silvestri, rispondendo ad alcune polemiche sulla notata e criticata assenza ad appuntamenti del percorso - Non è vero che i tecnici Ausl non abbiano partecipato, sono stati invitati al laboratorio. E se qualcuno parla di flop del percorso, è perché vorrebbe che fallisse».
«Sono 30 anni che si dice che l’ospedale di Mirandola debba chiudere - ha aggiunto il sindaco di Mirandola, Maino Benatti - mentre in realtà si sta innovando. Dopo un referendum perso è un modo per tenere alta la paura».
Luca Prandini, sindaco di Concordia ha specificato come il percorso partecipato sia stato studiato ad hoc per sondare il parere di tutti, mentre il sindaco di Medolla, Filippo Molinari, ha evidenziato l’importanza di puntare sui “servizi socio-sanitari; la vera emergenza sta nell’incastro tra la dimensione sanitaria e servizi quali l’assistenza domiciliare. Insistere solo sull’ospedale è polemica politica. Qualcuno tenta di fare passare il messaggio di sindaci lontani dal loro territorio: non è vero. Inoltre, chi altri dovrebbe dialogare con le istituzioni preposte?».
Netta anche la replica al comitato referendario che ha raccolto 10mila firme da portare in Regione, mentre qualcuno parla di flop per la scarsa adesione al percorso partecipativo. «Le firme sono state raccolte in più occasioni, in modo ripetuto - prosegue Molinari - Non vogliamo che il percorso cada nella polemica concentrandosi solo sull’ospedale».
Da quanto risulta dalle interviste, i nodi più critici, riguardano i tempi di attesa lunghi per quanto riguarda le visite specialistiche dal medico di base e le lunghe file al Cup. Sulla possibilità di un nuovo ospedale baricentrico tra Carpi e Mirandola, le opinioni si spaccano tra chi vorrebbe che fossero potenziati i due già esistenti e chi è favorevole al nuovo nosocomio.
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