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Guernica blocca il passaggio e lo sfratto è rimandato

Guernica blocca il passaggio e lo sfratto è rimandato

L’ordine di sfratto doveva essere eseguito ieri mattina. Invece a difesa di una famiglia marocchina, da anni a Modena, è sceso in strada, con una protesta pacifica, il centro sociale Guernica da...

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L’ordine di sfratto doveva essere eseguito ieri mattina. Invece a difesa di una famiglia marocchina, da anni a Modena, è sceso in strada, con una protesta pacifica, il centro sociale Guernica da sempre al fianco di chi una casa non ce l’ha o la sta per perdere.

Un picchetto a cui hanno partecipato giovani attivisti e alcuni componenti delle famiglie che in questo momento sono aiutate dal Guernica. Una ventina di persone in tutto. Hanno atteso di fronte al portone del condominio, in via Bonacini, l’arrivo dell’ufficiale giudiziario e delle forze dell’ordine. Poi, proteggendo l’entrata, hanno formato un cordone che ha impedito alle forze dell’ordine presenti di entrare. Nessuno scontro, nemmeno verbale. Proprietari dell’appartamento e forze dell’ordine sono poco dopo tornati indietro rimandando a data da destinarsi lo sfratto della famiglia.

«Questa è una vittoria per noi - dice Francesco del centro sociale Guernica - considerando anche il fatto che questa famiglia ha una morosità incolpevole». La famiglia in questione, racconta Francesco che ha di fianco l’unico figlio maggiorenne della coppia (gli altri tre sono tutti minorenni), «ha sempre pagato l’affitto ma con lo stipendio del padre (l’unico ad avere un posto di lavoro a Bologna alla Cooperativa Sda, ndr) ora non riescono più ad affrontare tutte le spese. 500 euro di affitto e quasi mille euro l’anno di condominio ora sono diventati insostenibili per la famiglia che nei sei anni precedenti ha sempre pagato regolarmente». Ora però è più di un anno che Rashid (nome del padre come scritto dalla pagina Facebook di Guernica) non riesce a coprire le spese. «Abbiamo chiesto l’aiuto a Comune e assistenti sociali ma nessuno si è presentato».

Intanto l’ex caserma dei carabinieri rimane occupata: «Dopo gli incontri di 15 giorni fa - spiega Piero - con gli assistenti sociali ora siamo al silenzio tombale. I 15 nuclei famigliari rimangono nella struttura e si autogestiscono grazie a un’assemblea. Gli unici che sono venuti all’ex caserma sono i vigili del fuoco che non hanno rilevato problemi». (an.pe.)

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