Stangata rifiuti, è scontro «Potremmo lasciare Hera»
Vignola. Il previsto aumento della Tari del 5,23% infiamma la polemica Il sindaco: «Intendo verificare se sia possibile gestire il servizio in proprio»
VIGNOLA. Botta e risposta sulla “stangata” della tassa dei rifiuti che sta per abbattersi sui cittadini vignolesi. Come è noto, nei giorni scorsi il vicesindaco Simone Pelloni aveva annunciato un aumento per quest’anno del 5,23%, una percentuale che sta facendo valutare il Comune se ricorrere in tribunale contro Atersir (agenzia territoriale dell’Emilia Romagna) ed Hera, per sospetto abuso di posizione dominante. Dopo avere letto queste dichiarazioni Stefano Reggianini, sindaco di Castelfranco e consigliere di Atersir, ha dichiarato: «Ci sono scelte politiche che attengono, giustamente, all’Amministrazione cittadina, ci sono ricadute imposte dalle leggi vigenti e ci sono scelte tecniche che sono appannaggio del gestore. I diversi piani non vanno confusi, né mescolati. La scelta di attivare nuovi servizi nel 2016 è dell’amministrazione di Vignola, non imposta da Atersir. Detto questo, rimane intatta la piena e assoluta libertà del Comune di Vignola di intraprendere le azioni giudiziarie che riterrà più opportune, ma, ribadisco, non si può in maniera illeggitima attribuire alla Agenzia Regionale responsabilità che attengono esclusivamente all’Ente Locale, ed i cittadini devono saperlo». Dall’altra parte, il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi replica: «Ci sono sempre almeno due modi di leggere le situazioni. Il collega Reggianini, che è un avvocato, lo sa bene. E allora voglio fornire ai cittadini, per obbligo di chiarezza, una lettura diversa, e meno scontata, della vicenda. Atersir (l’Agenzia di cui sono parte tutti i Comuni, che si occupa dei servizi locali e che dovrebbe essere la controparte di Hera) ha presentato quest’anno un Piano Economico Finanziario che, per il Comune di Vignola, prevede un aumento del 3,5% della remunerazione da corrispondere ad Hera per i suoi servizi».
Smeraldi è poi sceso nel dettaglio, spiegando che, di questo 3,5%, un 1% è per l’inflazione («che non esiste»), un 1% per i costi della raccolta sulla base del consuntivo 2014 («ma nessuno, forse neppure Hera, è in grado di spiegare i dati del consuntivo»), uno 0,5% per un fondo incentivante istituito con legge regionale («sulla base dei conti fatti da Hera e da noi non controllabili») e un 1% per servizi richiesti dal Comune di Vignola a Hera («questo è l’unico aumento che riconosciamo»). «Il Comune di Vignola - prosegue Smeraldi - ha votato contro questo Piano economico, che naturalmente è stato comunque approvato con il voto favorevole della maggioranza dei sindaci dell’Unione. Questo - conclude Smeraldi - non significa che Vignola non collabori con Hera. Noi collaboriamo con il gestore senza essere supini, ma nei fatti, valutando di volta in volta le iniziative che ci vengono proposte, riconoscendone, quando sussiste, la validità, senza alcun pregiudizio. Ciononostante la gestione dei servizi locali non va bene. Il Consiglio Comunale di Vignola, a larga maggioranza (11 a favore civici e M5S e 5 astenuti Pd), ha dato mandato al sindaco e alla giunta per verificare se esiste la possibilità di esercitare direttamente e in proprio (senza Hera) la gestione dei rifiuti».
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