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Un artista iridato maestro di storia con i suoi soldatini

Un artista iridato maestro di storia con i suoi soldatini

Il modenese Ugo Giberti, nella vita prof. al Guarini oro ai Mondiali di Modellismo di Stresa nel 2014

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GIULIA MANZINI. Si chiama Ugo Giberti, è docente di educazione fisica presso l'Istituto Tecnico per geometri Guarini ma la sua vera passione fin dall'adolescenza è il modellismo statico e la realizzazione di soldatini di tutte le epoche. Recentemente con l'amico scultore Bruno Carruolo di Isernia, alla mostra Internazionale di Modellismo e Soldatini “Euroma 2016”, una delle più importanti nel panorama nazionale ed europeo è risultato vincitore del Contest dedicato alla città di Roma, con il soggetto “La Breccia di Porta Pia 1870”.

Lei ha detto di essere stato educato dalla nonna a “pane, Mazzini e Garibaldi”. È cominciato tutto da lì?

«Forse sì. Mia nonna era maestra di scuola e proprio lei mi ha trasmesso il piacere della storia, mi passava i sillabari, i libri che parlavano delle grandi imprese risorgimentali. Da qui è nata la mia passione per la storia e in particolare per quella italiana dell'800 e del 900, e sempre da questa passione storica sono nati diversi pezzi unici dedicati al nostro Risorgimento».

Come viene realizzato un soldatino ?

«Io e Bruno Carruolo collaboriamo a stretto contatto da dieci anni prendendo spunto da stampe d'epoca o da quadri. Bruno ricrea una scena e io in seguito la dipingo. È un hobby a cui dedichiamo il poco tempo libero di cui disponiamo. Bruno imposta le figura, ci confrontiamo per ottimizzare la posa e ricreare la situazione, poi il pezzo passa a me che devo dipingerlo per dare vita alle forme che Bruno ha realizzato con maestria. Il pezzo con cui abbiamo vinto la medaglia d'Oro al Mondiale di Stresa 2014 era dedicato alle 5 giornate di Milano, comprendeva ben sette soggetti e lo abbiamo realizzato in dieci mesi.... Per quanto mi riguarda il lavoro di pittura non è automatico, i pezzi vanno interpretati e ognuno ha tecniche di pittura differenti».

Com'è il mondo dei concorsi nazionali e internazionali?

«I concorsi ai quali potenzialmente potrei partecipare sono tantissimi ma da tempo ho stabilito di partecipare solo ad una decina di concorsi all' anno seguendo il criterio della vicinanza geografica. Preferisco i concorsi dove l'interesse per il figurino storico è maggiore e il confronto più stimolante. Non dimentico mai che le mostre servono soprattutto per crescere e confrontarsi con altri modellisti».

Il premio più importante che ha conseguito?

«Innanzitutto, sia da solo che in coppia con Bruno, la medaglia d'oro vinta ai Mondiali di Modellismo nel 2014 a Stresa. Poi gli ori di categoria e i premi speciali a Calenzano, a St. Vincent, Monte San Savino e infine Euroma dove ci siamo confrontati con tanti figurinisti italiani e stranieri, veri “fenomeni del modellismo”. A Modena c'è stretta sinergia con l'Accademia Militare. Nel 2014 infatti ho donato all’Accademia un pezzo raffigurante un bersagliere a Porta Pia che fa tuttora parte della collezione di soldatini del Museo dell'Accademia».

A Modena e in generale in Italia quanti sono i pittori di soldatini come lei?

«A Modena siamo in diversi: c'è anche un club di modellismo “Fly e Drive” che raggruppa varie specialità dal modellismo navale agli aerei. Il vero problema è che i giovani si avvicinano a fatica a questo hobby e, quando lo fanno prediligono un approccio con i soggetti fantasy utilizzato per i giochi di ruolo».

Lo studio dell'uniformologia nei diversi periodi storici è importante?

«Certo, la consultazione di libri specializzati, riviste, materiale iconografico sono fondamentali, sia per riprodurre soggetti corretti sia per comprendere gli eventi storici che si vogliono rappresentare. Ma è anche importante confrontarsi con altri pittori, per migliorarsi, arricchire il proprio bagaglio tecnico, provare nuove strade pittoriche, perché alla fine quello che conta è che il soggetto terminato dica qualcosa, affascini l'osservatore, dal giudice al neofita. Oltre all’uniformologia è importante l'ambientazione, ricreare a volte in pochi centimetri la storia, una narrazione che faccia percepire il contesto storico che si è voluto riprodurre: la divisa stracciata, armi abbandonate, un cane che segue il soldato... tutti elementi che rivelano immediatamente cosa sta accadendo».

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