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Vertenza Concorde: la Cgil non cede e riprende gli scioperi

Vertenza Concorde: la Cgil non cede e riprende gli scioperi

L’azienda ceramica sottolinea i pregi dell’accordo firmato con Cisl e Uil, che però vale soltanto in uno stabilimento su 7

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Da una parte, quella aziendale, il Gruppo Concorde che sottolinea i pregi dell’accordo contrattuale sottoscritto con i sindacati Cisl e Uil, dall’altra la Cgil che proclama nuovi scioperi e continua a protestare per un accordo che appare ancora lontano.

Dalla parte di Ficltem Cgil sono però i numeri, se si considera che gli stabilimenti produttivi del Gruppo Concorde sono sette e in sei di questi il sindacato vanta la maggioranza e questo significato che, di fatto, l’accordo ha validità soltanto in un sito produttivo, quello in cui Femca Cisl e Uiltec Uil prevalgono.

Ecco allora che Filctem Cgil da sapere che «dopo il successo di partecipazione allo sciopero e ai presidi lo scorso 28 aprile, che ha visto l’adesione del 70% dei lavoratori con picchi del 90% fra gli addetti in produzione nei 6 stabilimenti (su 7 complessivi) del Gruppo (Caesar, Fap, Atlas Concorde e Minerva di Fiorano, Marca Corona Sassuolo, Mirage Pavullo), proseguono gli scioperi articolati per stabilimento. Si comincia oggi con lo sciopero di 8 ore nello stabilimento Caesar di Fiorano in via Canaletto 49. La lotta dei lavoratori del Gruppo Concorde continua per raggiungere un vero contratto, migliorativo da quello sottoscritto da altre sigle sindacali minoritarie all'interno del Gruppo Concorde. La Filctem-Cgil ringrazia i lavoratori dei 6 stabilimenti in sciopero per la forza espressa, per la capacità di esercitare il proprio diritto a protestare nel pieno rispetto delle regole e dei diritti di tutti, smentendo nei fatti coloro che sostenevano che i lavoratori non avrebbero sostenuto le posizioni della Rsu Filctem-Cgil».

Da parte sua il Gruppo Concorde evidenzia che «i 10 mesi di trattativa per il rinnovo del contratto delle aziende modenesi del gruppo Concorde si sono conclusi, nostro malgrado, lo scorso 20 aprile, prendendo atto dell’abbandono del tavolo da parte di Filctem Cgil e con la sottoscrizione di una ipotesi di accordo con le sole Rsu di Femca Cisl e Uiltec Uil. Una decisione che testimonia come l'azienda e Confindustria Ceramica abbiano dimostrato, durante tutte le fasi della trattativa, il più ampio rispetto delle parti, dei ruoli assegnati e della salvaguardia degli interessi dei dipendenti dell’azienda».

«L'ipotesi di accordo firmata - continua il comunicato del Gruppo ceramico - prevede l'erogazione di un aumento del salario variabile a regime di 780 euro lordi, molto vicino alla richiesta di 910 euro lordi. A questo si aggiungono aumenti salariali relativi all’indennità di cambio turno e di mensa; un più vantaggioso indennizzo per la reperibilità; la garanzia dell’intera retribuzione ai malati oncologici; lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per la formazione; la possibilità di utilizzo dell’anticipazione straordinaria del Tfr; una erogazione liberale a favore di tutti i dipendenti, di importo più elevato per chi ha figli. L'ipotesi dì accordo firmato, che ha anche accolto completamente le richieste in materia di relazioni industriali avanzate da tutti i sindacati, si pone ai livelli più avanzati delle contrattazioni aziendali del distretto».

«L’azienda esprime inoltre il proprio disappunto ed il proprio rammarico - continua la nota - nel constatare che tanti anni di duro lavoro e di investimenti continui, senza pari nel settore, che hanno contribuito allo sviluppo ed alla crescita dell'occupazione, non siano riconosciuti come elementi da premiare, bensì da penalizzare. Tali sforzi, unitamente al contributo di tutti, hanno consentito che oggi, all’interno delle aziende italiane del gruppo Concorde, siano presenti a libro paga più lavoratori a contratto a tempo indeterminato di quanti non ve ne fossero alla fine del 2008, in evidente e positiva controtendenza rispetto alla diminuzione di circa il 20 per cento degli addetti verificatesi nel distretto ceramico negli ultimi anni di crisi. L’azienda auspica di poter estendere i benefici derivanti dal presente accordo ai lavoratori in forza presso tutte le unità modenesi appartenenti al gruppo, con l’obiettivo di proseguire il cammino di sviluppo della crescita e dell’occupazione nel lungo periodo».

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