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Earvin Ngapeth: Modena Volley e note rap per le due anime di un campione

di Martina Stocco
Earvin Ngapeth: Modena Volley e note rap per le due anime di un campione

Dal palazzetto allo studio d’incisione per una passione coltivata fin da bambino

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Pallavolista e musicista rap. Due anime che convivono in un'unica persona: Earvin Ngapeth. Il giocatore della Dhl Modena, in corsa per lo scudetto, ci ha parlato delle sue passioni: le note e lo sport.

Quale delle due nasce prima?

«Ho iniziato prima a fare musica poi a giocare a pallavolo. Appena ho un momento libero scrivo. Non è facile conciliarle entrambe».

Quando nasce la passione per la musica?

«Quando ero ragazzino: insieme ai miei amici si organizzavano spesso concerti. Scrivevo sempre canzoni. Il mio tempo era caratterizzato dalla musica. Abbiamo anche organizzato un concerto rap, una sorta di open microphone (un genere di karaoke) chiedendo l'autorizzazione nel Comune dove abitavo. Eravamo un'organizzazione di giovani che si impegnava a fare musica».

Poi cos'è successo?

«Ho iniziato a giocare a pallavolo prima in Francia, poi sono arrivato in Italia. La squadra con cui ho esordito è stato il Cuneo. Dopodiché sono passato al Modena e per ora starò qua. Ho firmato per un altro anno ancora».

Ngapeth ha disputato le prime partite nelle giovanili del Poitiers, la città in cui studiava. Ha esordito da professionista nel Tours nel 2008. In Italia ha vestito per tre anni la maglia dei piemontesi, prima del passaggio al Kuzbass in Russia. Poi la firma con la società di Catia Pedrini. Con la casacca gialloblù ha già conquistato due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. Con la maglia francese sono giunte una World League e la vittoria di un titolo europeo. In francese canta anche nel tempo libero. Sono già usciti due album: Klimatizason del 2010 e L'Historie se répète del 2013. Klima è anche lo pseudonimo del pallavolista. Ora, invece, sta pubblicando su internet diverse tracce.

Di che cosa parlano le canzoni?

«Della mia vita: la città in cui sono nato, la mia famiglia, le serate con gli amici».

Canti in francese, sei nato in Francia. Hai più successo in Italia o nel Paese transalpino?

«Non mi interessa il successo e non cerco notorietà con la musica. La musica mi fa star bene, tuttavia, sono più riconosciuto in Italia che nel mio Paese».

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Ascolti musica rap italiana?

«No, non mi piace molto. In Italia questo genere musicale non ha seguito come in Francia. Preferisco il rap francese. A Modena, inoltre, è davvero poco conosciuto. Ho cercato per parecchio tempo uno studio in cui poter registrare e suonare. Appena chiedevo uno studio per fare musica erano tutti disponibili, poi quando specificavo che era per il rap, si tiravano tutti indietro».

La ricerca però è andata a buon fine, nonostante le peripezie. Uno studio in cui poter fare rap l'hai trovato.

«Si, è stato un incontro casuale. Ora registro e faccio musica da Carlo Alberto Vezzelli».

Come vi siete conosciuti?

«Ero stato intervistato da un'emittente privata. In quell'occasione dichiaravo di aver bisogno di uno studio di registrazione a Modena. Alcuni amici del produttore ci hanno messo in contatto. Poi lui si è offerto darmi il suo aiuto».

Lo studio di registrazione del modenese Vezzelli è uno home studio recording. È lui stesso a spiegare di cosa si tratta.

«Innanzitutto al giorno d'oggi definire il produttore musicale è difficile, vuol dire tutto e niente. Chiunque può improvvisarsi con i programmi che si possono scaricare da internet un produttore musicale e imparare in poco tempo ad arrangiare le tracce. Ma tanti improvvisano, appunto. Io invece ho studiato, mi sono specializzato in questo settore, anche se farlo a tempo pieno è un impegno che non posso assumermi. Più che altro è passione».

Diversi gruppi modenesi sono passati per il suo studio. Tuttavia, facevano un genere molto distante dal rap. Come si trovi a lavorare le tracce di Ngapeth?

«Lui è molto bravo, mi porta dei pezzi musicali che sono da sistemare leggermente. Inoltre, ritengo che il rap sia un genere semplice da mixare e arrangiare. Il giocatore “sforna” canzoni di continuo, è velocissimo. Lavorare con lui è facile».

Facile è una parola che i tifosi gialloblù più scaramantici non vogliono nemmeno sentir pronunciare accostata a un altro termine: scudetto. L'ultima volta che il Modena l'ha vinto alla guida c'era Angelo Lorenzetti: la stagione 2001-2002. E a questo proposito Ngapeth è tassativo: «Pensiamo ad una partita alla volta e poi vedremo come andrà». Per ora la partenza è stata buona... Poi si vedrà come andrà a finire.

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