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L’INTERVISTA

Boschini: «Ora serve una legge per diffondere la prevenzione»

È la Regione che ha in mani il futuro della nostra sanità: consigliere Boschini, fino a quando si reggeranno questi ritmi miliardari di spesa? «In alcune proiezione si evidenzia chiaramente come nei...

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È la Regione che ha in mani il futuro della nostra sanità: consigliere Boschini, fino a quando si reggeranno questi ritmi miliardari di spesa?

«In alcune proiezione si evidenzia chiaramente come nei prossimi 15 anni servirà un punto di pil in più per la spesa pubblica sanitaria, 15 miliardi da qui al 2030. È chiaro che o cambia qualcosa, o il Paese difficilmente potrà reggere un simile urto».

Idee?

«Partire da una considerazione fondamentale: il concetto di salute è un concetto molto più ampio di sanità, ed è sulla salute in senso largo che dobbiamo ragionare meglio. Non dobbiamo parlare solo di ospedali e liste d’attesa, cominciamo a fare davvero prevenzione, strutturiamola e facciamola diventare legge».

In che senso?

«L’Emilia Romagna sarebbe la prima regione in Italia a mettere nero su bianco un simile provvedimento che riordinerebbe tutto quanto già si fa, ma in modo non così organico come si dovrebbe. Tutto confluisce nel piano regionale per la prevenzione, ma una legge servirebbe a dare ulteriore consapevolezza ai cittadini».

Alcuni esempi?

«Ci sono singole leggi sul tabagismo, l’inquinamento elettromagnetico, gli infortuni sul lavoro, potrei andare avanti. Entriamo nell’ottica che non possiamo più lasciare alla bontà dei singoli territori intervent così importanti per contrastare fenomeni diffusi come, ad esempio, l’obesità infantile. Il concetto di salute e prevenzione deve toccare la cultura delle persone, l’associazionismo, lo sport, la scuola, attori ormai indispensabili se vogliamo andare verso una riforma del welfare che li deve per forza comprendere».

Come definirebbe il nuovo welfare?

«Il welfare non è soltanto asilo nido e casa protetta, ma è anche muoversi, mangiare bene. Il welfare deve diventare anche prevenzione primaria, cercare che le persone che stanno bene non si ammalino».

I numeri, in questo senso, sono eloquenti.

«La prima causa di morte restano l’infarto e i problemi cardiocircolatori: con alcune buone pratiche questo numero potrebbe certamente diminuire nel tempo, verso quel welfare del futuro che deve per forza agire sulla sostenibilità economica». (d.b.)

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