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marano. all’acetaia sereni

Quaranta turisti cinesi nel regno del balsamico

di Marco Pederzoli
Quaranta turisti cinesi nel regno del balsamico

MARANO. Dopo quelle ricevute durante Expo 2015, nei giorni scorsi l’acetaia Sereni, a Villabianca di Marano, ha ricevuto un’altra visita di prestigio. Protagonista è stato un gruppo di quaranta...

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MARANO. Dopo quelle ricevute durante Expo 2015, nei giorni scorsi l’acetaia Sereni, a Villabianca di Marano, ha ricevuto un’altra visita di prestigio. Protagonista è stato un gruppo di quaranta turisti cinesi, che hanno fatto tappa all’acetaia con l’obiettivo di conoscere i sapori del territorio modenese e in particolare l’aceto balsamico tradizionale. La comitiva, ospite in Italia di una nota azienda ferrarese, la Baltur di Cento (che produce bruciatori industriali e ha organizzato il viaggio come premio ai suoi rivenditori in Cina) ha trovato modo di soddisfare le proprie richieste e curiosità. Dapprima culinarie, concedendosi un pranzo presso l’agriturismo aziendale a base di tigelle, salumi del territorio, parmigiano reggiano, risotto al balsamico e torte della tradizione modenese, annaffiato da lambrusco Grasparossa. Quindi, visitando l’acetaia e degustando diverse tipologie di aceto balsamico tradizionale, oltre a far domande rispetto all’invecchiamento, le botti, la cottura dei mosti. Questa acetaia è ormai diventata un punto di riferimento per visitatori italiani e stranieri. Recentemente, infatti, l’hanno visitata un gruppo di giornalisti russi, il ministro del Turismo della Malesia con il suo seguito, diversi pittori americani e buyer coreani in occasione dell’ultimo Vinitaly.

Soddisfatto il titolare Pier Luigi Sereni, che ha commentato: «Cerchiamo col nostro lavoro di valorizzare al meglio un’eccellenza, l’aceto balsamico tradizionale, e un territorio che non mancano di riscuotere forti apprezzamenti a livello internazionale».

Sorta ormai 28 anni fa sulle colline di Villabianca, l’Acetaia Sereni incarna ancora quel tipo di azienda a conduzione familiare che hanno fatto e continuano a fare la fortuna del territorio modenese. La produzione è incentrata sull’aceto balsamico, sia nella declinazione tradizionale Dop e, sia in quella dell’aceto balsamico Igp.

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