Quei pazzi del CrossFit ecco la nuova moda: allenarsi come Rambo
In via Paltrinieri a Modena un “box” affermato in Italia che vanta numerosi campioni e soprattutto campionesse
Si chiama CrossFit Team 059. Attiva da meno di quattro anni, è già diventata un punto di riferimento a livello nazionale. Ha “sfornato” atlete in sequenza ed entro fine mese avrà uno spazio più grande per le attività. Di cosa? Di crossfit, naturalmente. A raccontare l’avventura della società di via Paltrinieri è Roberto Rovatti, uno dei tre soci fondatori.
Quali sono stati i primi passi?
«Giulio Mattia Canova, circa quattro anni fa, ha portato a Modena l’allenamento funzionale. È una tipologia di allenamento con sacchi e movimenti particolari che va oltre la palestra classica. Da quel momento abbiamo iniziato ad allenarci e, pian pianino, siamo entrati nel turbine del crossfit, l’evoluzione dell’allenamento funzionale».
Cosa cambia?
«Tutto è parametrato, come è stato stabilito negli Stati Uniti».
Cosa è successo da settembre 2012?
«Abbiamo iniziato ad appassionarci alla disciplina. Abbiamo seguito tantissimi corsi per imparare sempre di più e poi abbiamo aperto il box, come si chiama lo spazio dedicato al crossfit. Siamo partiti da un capannone alla polisportiva Sacca, ora abbiamo un nome più consolidato. Siamo la realtà più conosciuta Modena e abbiamo tanti campioni».
Qualche esempio?
«Manila Pennacchio è tra le più forti sollevatrici di peso italiane (ha partecipato anche a gare internazionali). Alessia Presicce ha iniziato con noi e poi è andata alla Weightlifting Academy Modena. Tra le giovanissime ci sono Matilde Rossini e Benedetta Marasini, un’altra ragazza campionessa regionale. Eravamo piccoli, siamo diventati una realtà molto conosciuta».
Perché scegliere il crossfit?
«È lo sport più completo che ci sia perché permette movimenti corretti, fa usare il bilanciere, getta le basi della ginnastica artistica, spiega come correre, saltare la corda, usare il vogatore. Il crossfit ti migliora la mentalità e la predisposizione al lavoro».
Effetti collaterali?
«È talmente bello e vario che rischia di diventare il centro della tua vita».
C’è un’età per il crossfit?
«Ci sono corsi per bambini dai quattro anni. Dal crossfit Kids si passa al crossfit Teens. Spaziamo molto nel sollevamento pesi. Poi ci sono anche le categorie Master, di cui faccio parte con il mio socio Giovanni Cicogni: io ho quarant’anni, lui li farà quest’anno».
Tante campionesse, ma nessun campione?
«In effetti manca l’Andrea Rovatti della situazione. Lui è un mio omonimo, non siamo parenti ed è un campione assoluto».
C’è qualche elemento in particolare che si può trovare nella palestra della Sacca?
«Una struttura di un box da crossfit è, più o meno, standardizzata. Per il momento stiamo facendo lavori di ampliamento. Come struttura siamo già a un livello discretamente alto in Italia. Quattro anni fa, quando abbiamo iniziato, c’erano sì e no venti box in tutta Italia. Adesso saranno oltre cento in tutto il Paese».
Una crescita inaspettata?
«È già capitato in altri campi, come lo spinning o le arti marziali. C’è subito un “boom” e poi, passata l’onda, sopravvivono le migliori. Succede lo stesso anche per i ristoranti».
Quando finiranno i lavori?
«Contiamo entro la fine di maggio. Sarà un grande lavoro di rinnovamento».
Cosa si può trovare già all’interno della palestra?
«Offriamo attività diverse per classi di ventotto persone completamente. Ognuna è seguita da due coach. In un giorno ci sono dalle nove alle dieci ore di lezione».
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