Carla e i suoi tre cani «Nei momenti duri sanno starti vicino»
Lei e gli Shih Tzu si sono presi cura della zia malata «Lilomay odia la confusione. Ares e Atena sono coccolosi»
BOMPORTO. «Quando sono andata in pensione mi sono accorta di sentirmi “sprogrammata”: ero passata da avere le giornate completamente piene - lavoravo come tecnico di radiologia medica al Policlinico - a non avere apparentemente nulla da fare. In passato ho sempre avuto dei cani e ho sentito che era arrivato il momento di riprenderne uno». Carla Ferrari di Sorbara di Bomporto ha tre cagnolini Shih Tzu: Lilomay, la madre, e Ares e Atena.
«Io e mia figlia Uliana - racconta Carla - condividiamo la passione per gli animali. Lei è sempre stata una patita di cani e ha anche avuto gatti, porcellini d'India, cavie peruviane, tartarughe, pesciolini. Navigando su internet, abbiamo trovato un’occasione in provincia di Ravenna, dove sono andata a prendere Lilomay, una cagnolina giovane che aveva ancora bisogno della mamma. Quando sono andata a prenderla, ricordo che indossavo un montone del colore della sua pelliccia nel quale si è rifugiata immediatamente. Con lei avvolta nel cappotto, sono andata in giro ovunque: stava sempre buona, senza muoversi, la sua unica esigenza era di stare vicino a me».
Molto riservata e legata a Carla, Lilomay non sopporta il suono del campanello di casa, «odia la confusione. I suoi cuccioli sono buoni come la mamma. Ares - spiega Carla - ti guarda con questi occhi tondi che ti sciolgono, è un coccolone e Atena è la mia “ballerina” perché è sempre gioiosa, saltellante e avvicina tutti con il suo brio».
Un paio di anni fa, un’anziana zia di Carla, Marina, ha avuto un ictus e la nipote si è trasferita per qualche tempo a casa della zia a Castelnuovo per accudirla.
«Ho fatto le valigie e sono partita con i miei cani per stare con lei, siamo rimasti a casa sua per un anno. La zia e i miei cani erano diventati inseparabili, una cosa sola», racconta commossa Carla ricordando Marina che oggi non c'è più. «Il maschietto era il suo preferito: quando lei si svegliava, Ares saliva sul suo letto per darle il “buongiorno” e quando con il sollevatore facevo accomodare la zia dal letto sulla carrozzina, i cani non si staccavano mai da lei. Le andavano in braccio mentre era sul sollevatore e le tenevano compagnia fino al tavolo della colazione e oltre, per tutta la giornata. Questa esperienza è stata molto toccante per me, colpisce sempre vedere quanto gli animali sappiano stare vicini all’uomo, anche e soprattutto nei momenti più difficili e complicati della vita».
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