Il nuovo futuro di Braida «Dateci un quartiere vivo»
Un centinaio di persone alla serata organizzata dall’associazione “At-traverso” I cittadini vogliono opere di pubblica utilità nell’area della ex Cisa Cerdisa
Il popolo di Braida si è dato appuntamento l’altra sera per ascoltare lo studio ed i suggerimenti che sono arrivati da Cristiana Mattioli e Federico Zanfi, architetti del politecnico di Milano, sollecitati dalla neonata associazione di promozione sociale “At-traverso Braida”. Oltre un centinaio i presenti, una cosa inusuale per incontri di questo genere, con diverse persone che sono rimaste lungo le scale non trovando posto all’interno della sala.
L’analisi ha riguardato la parte del quartiere direttamente interessata dall’insediamento della Coop di Mezzavia nella ex ceramica Cerdisa, al confine con Fiorano. L’area, vasta circa una volta e mezza il centro storico, avrà sì la nuova Coop, ma è incerto se nasceranno nuove abitazioni, visto che al momento il mercato immobiliare è fermo. Dall’incontro è emerso un piccolo “conto della spesa” con le richieste di attenzione da parte dei cittadini, che saranno presentate all’amministrazione comunale. Per una volta non ci sono state richieste di singoli (che in casi analoghi in passato peroravano la causa del proprio “orticello”), ma una presa di posizione collegiale. Nessuno ha fatto interventi contro la decisione della Coop di insediarsi nella nuova area ma sono venuti fuori consigli utili per il quartiere, la città, la viabilità ed eventuali investitori privati.
Ecco alcune delle richieste. La prima delle richieste è che nell’area non si realizzi un pacchetto di opere con grande distribuzione, terziario e palazzine per la residenza bensì una “zona di attività”, dove si lavori, si viva e vi trovino spazio servizi per le persone e le imprese.
In secondo luogo è emerso che non si prenda in considerazione l’attuazione dell’intera area dell’ex ceramica, ma si attui uno schema che consenta di avere nuovi spazi pubblici che portino, in seguito, alla realizzazione di altri comparti.
Per quanto riguarda la viabilità di pertinenza non si dovrà realizzare solo una arteria di scorrimento che separi l’attuale dal nuovo, ma una strada urbana che colleghi l’asse del trasporto pubblico e la rete della mobilità dolce, compatibile con le funzioni residenziali e di servizio.
Qualche segnalazione è arrivata anche sulla futura Coop che, secondo le attese dei cittadini, non dovrebbe essere una semplice “superficie di vendita”, ma una nuova “centralità urbana integrata ai tessuti urbani adiacenti”.
Suggerimenti anche per il Comune al quale si chiede di non monetizzare gli oneri di urbanizzazione incassando e basta, ma di “avviare una politica compensativa sui temi del commercio locale di vicinato ed effettuare interventi immediati social low cost sull'area in trasformazione”.
L’associazione “At-traverso Braida” auspica, infine, l’inizio di un percorso partecipato anche nell’immediato futuro, con ulteriori momenti di aggregazione come quello vissuto l’altra sera.
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