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«Maserati, nessun posto sarà a rischio»

«Maserati, nessun posto sarà a rischio»

Rassicurazioni di Marchionne ai politici: «Ci saranno invece assunzioni». Ma Fiom Cgil ribadisce le proprie perplessità

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I politici, dal premier Renzi al governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini, dispensano rassicurazioni sul futuro dello stabilimento modenese di Maserati e della piena occupazione nel sito. Purtroppo le stesse parole non vengono pronunciate pubblicamente da chi ha il potere di decidere, l’Ad della Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne, e quindi occorre accontentarsi di quanto l’amministratore avrebbe detto ai politici. Ovviamente c’è anche chi non si accontenta, su tutti il sindacato Fiom Cgil che non prende in considerazione più di tanto le parole spese nella giornata di ieri sul futuro modenese di Maserati.

«Marchionne ha parlato con il presidente con il presidente dell'Emilia Romagna Bonaccini rispetto allo stabilimento Maserati di Modena, che continuerà a lavorare senza perdere posti di lavoro, anzi con qualche posto in più». Queste le parole del premier Matteo Renzi durante la presentazione della nuova vettura Giulia a Palazzo Chigi, dove erano presenti lo stesso Marchionne e il presidente di Fca, John Elkann.

Il governatore Stefano Bonaccini ha confermato: «Negli stabilimenti Maserati di Modena - ha affermato - non verrà dismessa la produzione, né messi a rischio i posti di lavoro. Ieri sera ho incontrato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla luce dell'incontro che avrebbe avuto con Sergio Marchionne e al quale non avrei potuto partecipare, perché impegnato a presiedere la Conferenza delle Regioni. Ma ho parlato al telefono con l'amministratore delegato di Fca - ha aggiunto - e ho ottenuto la rassicurazione, dunque la conferma, che negli stabilimenti Maserati di Modena non verrà dismessa la produzione, né saranno messi a rischio i posti di lavoro. E Marchionne ha escluso richiesta di contributi alla Regione». Quest’ultima precisazione di Bonaccini si riferisce alle voci secondo cui per la Maserati di Modena si sarebbe potuto ricorrere al “modello Lamborghini” attuato a Sant’Agata Bolognese, con aiuti pubblici sotto forma di contributi per la ricerca.

La voce fuori dal coro è, una volta di più, quella del sindacato Fiom Cgil di Modena.

«I lavoratori di Maserati - dice Cesare Pizzolla, segretario di Fiom Cgil Modena - si sarebbero aspettati l'ufficializzazione di quali autovetture - con il marchio del Tridente - si pensa di produrre nello stabilimento modenese in sostituzione dei modelli attuali che andranno ad esaurimento a fine anno. Ciò non è avvenuto e siamo in presenza ancora una volta di generiche rassicurazion. Dichiarare che non si perderanno posti di lavoro, senza dire però quali autovetture costruire e con quali volumi, non offre elementi nuovi rispetto a quanto già si conosce. Non è stato fatto alcun riferimento rispetto al fatto che, oltre al positivo aumento di tecnici e ingegneri, ci sia anche la conferma del numero degli occupati attualmente in produzione. La Fiom-Cgil di Modena continuerà nelle prossime settimane la propria azione e terrà monitorata la situazione, sino a quando i responsabili della direzione Maserati non vengano a Modena a dare certezze più concrete ai lavoratori di Maserati».

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