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il futuro della multiutility

Aimag, Hera tace Tea pensa in grande e apre a “Piacere”

Aimag, Hera tace Tea pensa in grande e apre a “Piacere”

I Comuni soci di Aimag hanno fatto l’ultima mossa: «diteci come volete fondervi con noi, con quali soldi e quando e alla fine decideremo». Poi si sono messi alla finestra, ufficialmente fino al 31...

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I Comuni soci di Aimag hanno fatto l’ultima mossa: «diteci come volete fondervi con noi, con quali soldi e quando e alla fine decideremo». Poi si sono messi alla finestra, ufficialmente fino al 31 maggio, quando i tre potenziali partner industriali presenteranno i loro piani strategici. Scontato ipotizzare che i contatti informali continueranno anche perché i due fronti - quello carpigiano che vuole Hera e quello della Bassa che guarda con favore alla mantovana Tea - continuano a non trovare un punto di mediazione. Detta in altre parole: è in corso una prova di forza, che magari potrebbe allargarsi anche ad altri territorio del Modenese, ad esempio quelli che da giorni sono in rotta di collisione con Hera per la questione dei costi (in crescita) di raccolta rifiuti.

Intanto la lettera inviata alle aziende interessate ad Aimag non ha colto di sorpresa gli interlocutori. Hera se l’aspettava anche perché la mega-società ha vissuto, nel corso delle innumerevoli trattative che l’ha vista inglobare multiutility territoriali come Aimag, situazioni analoghe. Il gruppone ha scelto di non commentare la missiva e neppure di anticipare qualche strategia industriale, restando ferma a quanto già scritto nella manifestazione d’interesse: disponibilità alla fusione. Punto. I modi ed i tempi saranno declinati nelle sedi istituzionali e con gli interlocutori diretti. Hera, comunque, non ha molto gradito la scelta di escluderla dal prossimo Consiglio d’amministrazione, che sarà totalmente nominato dai soci pubblici e non a caso sta mettendo in campo tutte le strategie possibili per non perdere una società come Aimag, sulla quale aveva messo gli occhi da tempo in periodi politici diversi.

Di contro chi lavora assiduamente per “una forte integrazione in vista della fusione” è Tea, che ha creato un gruppo di lavoro ad hoc. «No, non mi ha particolarmente sorpreso la lettera del Patto di sindacato - dice il presidente della multiutility mantovana, Luigi Gualerzi - Non ci ha spiazzato e non credo cambi gli scenari futuri. Guarderemo la richiesta e formuleremo un dettagliato progetto industriale». Tea ha già a supporto due partner d’eccezione: le fondazioni bancarie delle Casse di Risparmio di Carpi e Mirandola. «La proposta dei sindaci - ammette Giuseppe Schena, presidente della fondazione dei Pio - è parte funzionale al percorso. Magari è qualcosa in più, ma ricordiamoci che le manifestazioni d’interesse erano molto ampie. È giusto valutare proposte alternative, ma penso che il tempo non sia secondario e credo siamo tutti curiosi di vedere il bando finale». Ma Tea guarda senza preclusioni anche a “Piacere Aimag”, la compagine degli imprenditori Borsari, Piacentini e Reggiani già soci correlati di Aimag e in campo grazie alla partnership con la multiutility toscana Estra. Eppure tra Piacere e Tea i rapporti sono buoni, non fosse per il fatto che ci siano già in atto delle collaborazioni (Reggiani è socio con Tea in Mantova Ambiente, che si occupa di raccolta rifiuti). «Non è fantascienza parlare di un possibile rapporto tra Tea e Piacere, vedremo», chiosa Gualerzi.

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