Gioielleria Galli, presi il “palo” e il basista
Vignola. In carcere “O’ pilota”, copriva i rapinatori. Denunciato il quinto bandito che ospitava gli altri
VIGNOLA. Rapina alla gioielleria Galli, non agì un trio bensì un quintetto di malviventi. Un classico team che va in trasferta dal sud al nord per fare colpi nelle gioiellerie solitamente è formato da alcuni rapinatori, quelli cioè che entrano in azione, più o meno con violenza, e dai personaggi di contorno, non meno importanti. Si tratta del palo, colui che garantisce la copertura dall’esterno e che spesso guida la vettura della fuga, e soprattutto del basista, colui cioè che fornisce le informazioni sull’obiettivo da rapinare, quello che il più delle volte dà anche un alloggio, un rifugio ai pendolari della rapina.
I carabinieri dunque, dopo i tre arresti dei banditi effettuati nelle settimane scorse, hanno individuato e incastrato anche il palo ed il basista. Il palo è stato arrestato ieri mattina: S.P., 21enne napoletano, è stato raggiunto dai militari nella sua abitazione di Mugnano. È stato smascherato dalle telecamere comunali che hanno immortalato un’auto, la sua, nei pressi della gioielleria la mattina del colpo, il 3 marzo scorso. Inoltre i controlli hanno evidenziato che il suo cellulare è stato tracciato dalle cellule radio della zona e nelle intercettazioni questo giovane era chiamato “O’ pilota”. Quanto al basista si tratta di un 22enne che ha dei legami di parentela con uno dei tre banditi. Pure lui è originario del napoletano e vive con la famiglia nella zona tra Guiglia e Zocca. In base alle indagini avrebbe fornito lui le informazioni utili per il colpo.
I contatti telefonici prima e dopo il colpo sono sempre stati intensi, avrebbe dato ospitalità alla banda e dopo la rapina è stato ritrovata una borsa con alcuni vestiti usati quella mattina dai banditi. Soprattutto alcuni gioielli razziati da Galli. È stato denunciato per ricettazione e per concorso in rapina. Inoltre i carabinieri hanno stabilito che la pistola usata dai banditi in gioielleria era un’arma vera, una Glock con il colpo in canna.
Stefano Totaro
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