«Il sistema funziona: netto calo delle spese e aiuto alle aziende»
Paltrinieri (SoftNet): «Utile per chi ha problemi di liquidità e di accesso al credito bancario. E il giro di affari si allarga»
A sentire le imprese modenesi che hanno aderito al circuito, Liberex sembra l'uovo di Colombo: facile e utile, ma qualcuno ha dovuto pensarci e impiantarlo anche sotto la Ghirlandina.
«Noi siamo nel circuito economico chiuso da circa dodici mesi - dice Emanuele Paltrinieri titolare di “SoftNet”, software house di Sassuolo - e tutto è nato un po' per caso. Qualche tempo prima ascoltavo alla radio la storia della moneta fittizia nata in Sardegna con il nome di Sardex; mi sembrava interessante e ricordo pensai fosse utile contattare i responsabili dopo avere fatto alcune indagini su internet. Alla fine siamo entrati».
Secondo Paltrinieri ci sono vari benefici: «Intanto il circuito nasce soprattutto per chi ha problemi economici e fortunatamente non era il nostro caso visto che in una dozzina d'anni di attività siamo passati da due a una decina di persone: chi con le banche ha problemi di credito può risparmiare sostanzialmente barattando beni e servizi con altre società. A noi in particolare Liberex interessa per due aspetti: intanto è utile per trovare un altro canale per la nostra attività, visto che ad esempio dobbiamo migliorare a livello di marketing e poi così accediamo a servizi che in euro magari non avremmo mai pensato di acquisire. Per farle un caso pratico: all'interno di Liberex noi facciamo telemarketing e realizziamo della brochure, tutte cose che nel mercato comune non avremmo realizzato perché troppo costose». Liberex promosso?
«Al momento sì - conclude Paltrinieri - perché ci sono senz'altro minori spese, ma è presto per dare un giudizio preciso su altri aspetti».
In Liberex c'è davvero di tutto, ad esempio non ti aspetti di trovarci un agricoltura di appena 33 anni. Gabriele Zannini, titolare a Modena della azienda agricola Re Laurino spiega: «Io e un amico coltiviamo da tre anni luppolo commerciale che poi rivendiamo ai birrifici. All'interno del circuito Liberex c'è anche una impresa che produce birra e quindi speriamo di riuscire a vendere con la moneta fittizia ad essa i nostri prodotti. Sono entrato in questo interessante esperimento, ma da troppo poco per esprimere un parere compiuto. Mi sembra comunque in crescita e a me piace la filosofia di fondo che propone e le opportunità che offre. Qui non ci sono movimenti di denaro contante e il sistema è fatto per avere nel corso del tempo aziende che interessano ogni singola azienda. Insomma, entrano mano a mano soci che coprono le lacune dal punto di vista dei servizi e dei beni. Io da parte mia spero presto di poter vendere la verdura alle imprese che in parte pagheranno in Liberex i propri dipendenti». Tra le imprese modenesi c'è anche qualche avvocato, proprio per riprodurre quel che accade nella realtà. Un esempio è Matteo Dorello, associato a un noto studio di via Cesare Battisti a Modena. «È stato un altro avvocato a mettermi a conoscenza del progetto e mi è parsa subito una buona idea e innovativa. Noi nel circuito non facciamo cose differenti dalla realtà: svolgiamo il nostro lavoro, offriamo un supporto, una consulenza e la nostra parcella viene pagata in Liberex con cui alla fine eseguiamo i baratti che ci permettono, che so, di acquisire senza pagare la carta per le stampanti. Facciamo acquisti che avremmo dovuto fare con la moneta reale, ma in questo caso ovviamente non abbiamo una uscita in euro».
L'avvocato però ricorda un altro aspetto: «All'interno del mondo delle prestazioni professionali legali - conclude Dorello - magari ci sono zone d'ombra, mentre qui questo problema non si pone». (s.l.)
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