«Uisp al parco Cittadella su incarico del Comune e non ha mai allontanato i bambini che giocano»
Spettabile Gazzetta, le scrivo per esprimerle il mio rammarico e il mio totale disappunto per quanto scritto dal suo giornale nei giorni scorsi riguardo un episodio accaduto presso la scuola...
Spettabile Gazzetta,
le scrivo per esprimerle il mio rammarico e il mio totale disappunto per quanto scritto dal suo giornale nei giorni scorsi riguardo un episodio accaduto presso la scuola Cittadella. Episodio che nei toni e nei titoli della Gazzetta di Modena vede Uisp come protagonista totalmente negativo, ma che nella realtà non corrisponde affatto a quanto riportato. “Bimbi e Uisp si contendono un parchetto”, converrà, è un titolo alquanto lesivo della reputazione di un’associazione storica come Uisp. Il sensazionalismo la fa da padrone, nel giornalismo contemporaneo (salvo rare eccezioni), e potrebbe anche essere tollerabile, se piantasse i propri piedi in un terreno solido e inattaccabile. Purtroppo però, l’articolo di Carlo Gregori contiene inesattezze: dalla protesta di “alcuni genitori” che in realtà sembra fosse solo uno, fino a bambini “iscritti al corso della popolare associazione sportiva di Modena”, corso di cui è invece titolare il Comune all’interno del progetto Informa a Scuola, fino al passaggio in cui “Uisp non può tenere solo i propri tesserati”, quando nessuno dei bambini, nemmeno quelli che aderiscono al progetto, ha in tasca una tessera Uisp.
Addirittura si alimenta il “sospetto che un’associazione privata faccia uso per così dire privatizzato di uno spazio ad uso pubblico”, quando, le ripeto, quell’uso è in tutto e per tutto rispondente a un progetto comunale. So che è giunta al suo giornale una lettera dall’ufficio comunale preposto (il Musa), della quale però non è presente alcuno stralcio nella colonna uscita giovedì dal titolo “I bambini non vanno allontanati” (pagina 15). Eppure quella era una lettera di rettifica, molto chiara, rispetto a quanto scritto da voi mercoledì e le rettifiche andrebbero pubblicate in toto, entro una certa misura. Ora.
Forse il Comune non vi ha formalizzato la lettera in forma di rettifica, ma solo come appoggio informativo. Ciò non toglie che nella lettera i contenuti fossero chiarissimi, ma siano stati ignorati: “Il progetto non è della Uisp” e “I bambini non iscritti al progetto (non alla Uisp) non possono partecipare perché non assicurati” mi sembrano passaggi chiari. Il “conflitto”, se così si può chiamare l’alterco tra un genitore e un operatore, è sorto poiché la scuola aveva destinato il cortile anche al Comitato Genitori, in autonomia, fuori dal progetto di cui sopra e fuori dalle coperture assicurative. Eppure ancora, nella colonnina, il suo giornale si chiede “se la Uisp può allontanare i bambini non iscritti ai suoi corsi”. Concludendo, nella realtà dei fatti si è verificata un’evidente incomprensione tra un operatore e un genitore riguardo spazi che la scuola ha assegnato a due realtà e che sempre la scuola dovrà chiarire meglio come dividere e con quali responsabilità. Nella realtà del suo giornale la perfida Uisp starebbe contendendo un parchetto, che vuole utilizzare a proprio piacimento e guadagno, ad alcuni bambini di una scuola primaria. Ora, decideremo come muoverci o meno da un punto di vista legale. Certamente questo è un episodio di pessimo giornalismo.
Giorgio Baroni
Presidente Uisp
Egregio presidente,
prendiamo atto delle sue precisazioni che sono in linea con quanto dichiarato il 4 maggio alla Gazzetta da Paolo Belluzzi dell’Uisp. Nessuna perfidia, ci creda, anzi grande stima per l’opera meritoria dell’Uisp. Le precisazioni giunte sin qui in redazione sono state pubblicate. La sua lettera conferma quanto da noi scritto. Qui pare esserci un problema di convivenza, o un malinteso sull’uso degli spazi che , forse, con alcuni birilli e una “bandella di plastica biancorossa” si potrebbe risolvere. Come auspicato - ci risulta - dal Comitato genitori (non uno solo) Da una parte il corso comunale affidato a Uisp. Dall’altra i bambini che non partecipano al corso. Che possono restare lì e non sulla strada. Convivendo. In serenità. Senza dare lezioni a nessuno.
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