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Una citta sotto rete modena volley

Parliamoci - Modena, il volley al centro del villaggio

Enrico Grazioli
Parliamoci - Modena, il volley al centro del villaggio

 Un mister del calcio direbbe: “Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio”. Questo ha fatto il Modena Volley di Catia Pedrini: essere a un passo da quella cosa lì che oggi...

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MODENA. Un mister del calcio direbbe: “Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio”. Questo ha fatto il Modena Volley di Catia Pedrini: essere a un passo da quella cosa lì che oggi si può vincere, con un’accelerata violenta proprio nelle prime partite di finale, significa aver riportato alle giuste dimensioni il valore di una squadra e della città che essa rappresenta come ben poco altro riesce a fare.

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Come le chiese stanno spesso nel bel mezzo di un centro abitato, la pallavolo è per Modena l’unica alternativa vera alla Ghirlandina. È il punto di riferimento e il tabernacolo della passione sportiva, il motore più intenso di orgoglio che non si ferma alle sfide in campo e al tifo sugli spalti, ma va oltre, contamina e innerva. Tanto, per capirsi, da spingere un sindaco non solo ad agitarsi come un ultrà in tribuna, ma soprattutto a consigliare ufficialmente la popolazione di muoversi per tempo oggi (e con mezzi alternativi alle auto) se vuole avvicinarsi a Palapanini e maxischermo...

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Perché dentro non ci staranno tutti, perché dentro non ci stanno più tutta l’attesa e il desiderio di riconquistare ciò che Modena sotto rete ha sempre sentito come “sua”: la leadership. Che come tutte le eccellenze assolute ha bisogno oggi per essere difesa, valorizzata e imposta di una dedizione e una capacità di inventiva, coraggio, innovazione da far tremare i polsi.

Un work in progress continuo, proprio come avviene per una città e un territorio che hanno bisogno di bandiere in cui avvolgersi, ma anche di creare sostanza da sventolare insieme al vessillo sotto gli occhi di tutti, per farsi apprezzare, per attirare attenzione e creare ulteriore successo, benessere. E guarda caso questa è una squadra con un allenatore e almeno due stelle con la valigia già in mano, uno sponsor da trovare, un’avventura europea alle porte che economicamente mette i brividi. Ma intanto oggi Modena andrà vestita a festa, di giallo e blu, al centro del villaggio. Nella speranza di fare festa subito. E, uscendo, di trovare e ritrovare in sé stessa le risorse emotive (e anche quelle molto più concrete) perché nessuno sposti mai più da lì quella chiesa.

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