«All’asilo nido solo chi è vaccinato»
Fa discutere la proposta della Regione. Il Comune temporeggia, il Pd pronto a sposare la linea dell’assessore Venturi
«I bambini all’asilo nido solamente se vaccinati». Quello che fino a ieri sembrava uno slogan più da campagna elettorale, di quelli che dividono non appena vengono pronunciati, potrebbe presto diventare legge. E proprio in Emilia Romagna, quindi anche a Modena.
È pronta al varo la nuova legge regionale sui servizi per la prima infanzia: introduce il principio che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva annunciato di voler estendere a tutte le scuole. L’obbligatorietà per chi si iscrive di avere il libretto delle vaccinazioni in regola. Per la scuola dell’obbligo il provvedimento era ipotizzato nel piano vaccinale, ancora fermo a Roma, ma per gli asili nido pubblici comunali e per quelli privati convenzionati si può agire con una legge regionale.
Il caso della bimba di 28 giorni morta di pertosse al policlinico Sant’Orsola di Bologna, nell’autunno scorso, aveva aperto un dibattito supportato dai numeri di un allarme lanciato dai report sui vaccini, che segnano cali di copertura, per la prima volta quest’anno sceso al di sotto della soglia di guardia del 95 per cento nella popolazione da 0 a 2 anni.
Il percorso è stato avviato dall’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi, e già ha avuto i primi segnali positivi dai sindaci di Bologna e Cesena. Modena temporeggia ancora, dice che metterà in pratica la legge regionale - e ci mancherebbe, ndr - ma per una posizione ufficiale è ancora presto: «Stiamo studiando», dicono dall’amministrazione. Il discorso è delicato, anche lo stesso Stefano Bonaccini non ingrana la quinta: «Stiamo discutendo e appena abbiamo pronto il piano lo valuteremo», ha detto il presidente.
Il Pd si spaccherà, Modena ha già una idea chiara spiegata dal segretario cittadino Andrea Bortolamasi: «È un tema che, come Pd ci sta molto a cuore. Peraltro il gruppo consigliare del Pd, di cui faccio parte ha seguito con attenzione il tema fin dal l'interrogazione discussa lo scorso dicembre, firmata dal capogruppo Trande e dall consigliera Pacchioni. Dopo l’interrogazione dello scorso dicembre, a gennaio abbiamo presentato una specifica mozione, che impegna l’amministrazione comunale ad avviare una vasta campagna di sensibilizzazione e informazione, perché il calo della copertura vaccinale è un problema di cui dobbiamo occuparci con tempestività».
Mentre la giunta ci sta ancora pensando, il Pd prova a fare passi avanti: «Limitarsi a criticare le persone che mostrano dubbi nei confronti dei vaccini è controproducente. Ai dubbi si risponde con la corretta informazione: ai timori vanno date corrette risposte ma trovo, nel 2016, dopo duecento anni di progresso e ricerca in campo medico, molto pericoloso alimentare il dibattito con un allarmismo non giustificato. Sia chiaro, in campo medico e scientifico non esistono le verità assolute, però permettetemi un esempio. Il morbillo: il vaccino è causa di effetti collaterali in un caso su 1milione, mentre uno su mille pazienti che contraggono la malattia rischiano di sviluppare encefalite che ha conseguenze invalidanti, molto gravi. Ben venga l'azione della Regione, per trovare adeguate risposte al calo di copertura vaccinale (che nel Paese, ricordo, è sceso sotto la soglia di sicurezza del 95 per cento».
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