Arletti: «La prevenzione è fondamentale»
La proposta di legge di Boschini diventa di attualità: «La scelta cruciale è anche economica»
Il tema della prevenzione, e anche dei vaccini, lo aveva lanciato nei giorni scorsi sul nostro giornale anche il consigliere regionale del Pd Giuseppe Boschini. E nel dibattito segue Simona Arletti, consigliere comunale a Modena nel Pd e presidente dal 2010 della rete italiana città sane Oms: «Ha ragione il consigliere regionale Boschini ad affermare che è la Regione ad avere principalmente in mano il futuro della nostra sanità, con davanti una grande sfida: continuare a garantire un sistema sanitario universalistico, unica scelta che permette di combattere davvero le disuguaglianze di salute su cui ci chiede fortemente di lavore l’Oms, quale nuova frontiera urgente».
Serve davvero una nuova legge regionale come dice il consigliere Boschini?
«Non so se serve davvero una nuova legge, di fatto abbiamo un Piano regionale di prevenzione che deriva dalle indicazioni ministeriali e che prevede molte azioni in cui è indispensabile applicare l'ottica di comunità per poterle attuare. Senz’altro serve che questo aspetto della prevenzione primaria sia molto più presente come priorità di lavoro nell’agenda dei direttori generali delle Ausl, che sono ovviamente molto occupati su tematiche come le liste d'attesa o la riorganizzazione di ospedali e case della salute, che sono certo indubbie priorità, ma poi spesso finisce che la prevenzione non ha né un padre né una madre. Come fare? Forse serve una legge, ma forse basta che l'attuazione del Piano di Regionale di Prevenzione sia previsto come azione anche incentivata, negli input della Regione ai direttori generali, che dovranno attuarla, con il doveroso supporto degli enti locali. La popolazione italiana, dati del Ministero salute non solo Istat, è sempre più vittima di malattie croniche quali diabete, ipertensione, obesità, scompenso cardiaco e broncopneumopatie tutte malattie del benessere che comportano costi ingenti per il sistema e su cui urge intervenire da subito».
E i soldi?
«Servono risorse economiche anche per sostenere queste azioni, ma certo di numero molto inferiore a quelle dei costi sanitari dovuti alla cura di una popolazione sedentaria o fragile. Questa è una scelta cruciale: vogliamo direzionare risorse per dedicarle specificamente alla prevenzione primaria? Io dico di sì. Quindi avanti a ragionare insieme di prevenzione primaria, poi troveremo lo strumento più utile al territorio per concretizzare una scelta così importante». (d.b.)
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