Croce Rossa e Croce Blu: il buon volontariato in piazza
Le due associazioni di volontariato incontrano i cittadini per raccontare i tanti modi con cui aiutano i più deboli
MODENA. Due piazze, due sigle differenti, ma un credo in comune: fare del bene per gli altri rigorosamente da volontario. Ieri Croce Rossa e Croce Blu, la prima in piazza Roma, la seconda in piazza Matteotti, hanno incontrato i cittadini mettendo in mostra quanti servizi svolgono per la comunità perché le urgenze sono solo una piccola parte del mondo che ruota attorno alle due entità. Dalla consegna pasti della Croce Blu, ai vari reparti di specializzazione, come quello per le emergenze batteriologiche, o la pet therapy, oppure il reparto cinofili o la clown terapia, della Croce Rossa. Il tutto portato avanti grazie ai volontari, solo per aiutare i più bisognosi, senza compensi.
«I volontari - spiega il presidente Teresa Malieni - della Croce rossa sono a Modena da 129 anni. Oggi sono 450 i volontari iscritti che hanno un età compresa tra i 14 e i 75 anni. Il volontariato, se uno ci crede veramente, diventa la tua seconda famiglia. Da dentro vedi un mondo diverso: sono le persone che aiutiamo che ci arricchiscono. Il loro “grazie” commosso e sincero ti riempie. Per poter diventare un volontario è sufficiente iscriversi sul nostro sito internet e poi partecipare ai corsi».
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Sono tanti i progetti che la Croce rossa mette in campo e alcuni potrebbero presto diventare realtà: «Distribuiamo viveri a 165 nuclei famigliari - spiega Teresa - oltre all’assistenza ai senza tetto e a tante altre attività. Quello che vorremmo attuare è il progetto prontofarmaco per aiutare tutte quelle persone che non riescono ad andare in farmacia. Aiutare i bisognosi trasmette emozioni. Avevo da poco finito il corso quanto durante una cena in un ristorante, organizzata per la fine dell’anno, un signore si sentì male. Dovetti praticare il massaggio ma quando si riprese ebbi una forte emozione: ero riuscita a salvarla». Poi ci sono emozioni che contagiano l’intero gruppo: «Ricordo - racconta Fabrizio Panizza, volontario - un senza tetto che prima di entrare in sede si tolse le scarpe perché “altrimenti sporcava”. Per tutti quelli che erano li è stato un grande insegnamento».
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Sensazioni simili ai volontari che invece hanno scelto di far del bene per gli altri sposando la causa della Croce blu: «Noi siamo a Modena dal 1981 - spiega Ivana Rebecchi, presidente dell’associazione - siamo più di 400 volontari e siamo attivi sia sulle emergenze che sui trasporti sociali che rappresentano la maggior parte di interventi che facciamo durante l’anno (40mila gli scorsi 12 mesi). Gestiamo il centro di socializzazione per anziani La Noce a Modena e Aprile a Formigine. Per diventare un nostro volontario ci sono corsi di formazione di 50 ore, per le attività di base, e corsi che durano fino a un anno per quanto riguarda le urgenze».
Per la presidente dell’associazione quello che la rende orgogliosa è «il servizio di consegna pasti agli anziani perché fanno rimanere tranquille le famiglie. Questo servizio non si conosce bene ma è eccezionale».
Insomma Croce Rossa o Croce Blu: l’importante è far del bene per gli altri.
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