Bruninho ringrazia, ma è un addio al veleno
«Questa è stata una esperienza straordinaria ed impossibile da dimenticare Perché me ne vado? Nessuno mi ha fatto un’offerta seria per rimanere»
MODENA. Bandiera brasiliana sulle spalle, lacrime agli occhi.
Bruno Mossa de Rezende ha appena sollevato il trofeo che consegna il 12esimo scudetto a Modena. Nelle sua parole una grandissima emozione: «Questa vittoria la volevo regalare a questa gente e a questa città fin dal primo giorno in cui sono arrivato qui nel 2011, perché tutto l’affetto che ho ricevuto fin dall’inizio qui è stato qualcosa di incredibile, ogni momento passato qui è stato veramente bello. Vincere prima le coppe e ora la scudetto è qualcosa di veramente incredibile, e non avrei mai immaginato di poter sentire tutto questo in una città che fino a qualche anno fa, da brasiliano, non era “nella mia mappa”. Adesso però posso dire che è anche la mia città, sono veramente felice di avere regalato questa gioia ai modenesi, e oggi posso davvero dire che mi sento uno di loro. Un tie break come questo – prosegue Bruninho passando a parlare dell’incredibile rimonta – si ribalta con freddezza, con la testa, con il palazzetto, con i tifosi».
Lo sguardo al futuro, e qui non manca una vena di amarezza. Bruno nel giorno dello scudetto conferma il suo addio a Modena: «Sì, era la mia ultima partita a Modena, almeno per adesso. Questa non era la mia volontà, io volevo proprio stare qua. Però le cose non sono andate come immaginavo. Problemi, questioni di sponsor, io ho aspettato fino a quando potevo, però non ho avuto proposte. Io ho una certa età e non posso aspettare fino a maggio o giugno per avere certezze. Però chissà nel futuro, Modena certamente è nel mio cuore, alla fine anche se vado via spero le persone possano continuare a ricordarsi un pochino di me, e perché no, spero un giorno di poter tornare. Questo scudetto – chiude Bruninho - lo dedico a questa città e a questi tifosi, che sono veramente appassionati. Poi va dedicato a questa squadra, che meritava tanto, ad Angelo, a Matteo Piano, a tutti. Oggi ho voluto prendere il trofeo insieme a tutti quanti perché queste sono persone fantastiche che meritavano veramente tutto questo».
L’altra anima verde-oro della Dhl, Lucas Saatkamp, si gode nello spogliatoio il sapore della vittoria: «Vincere qui, in questo palazzetto e con questi tifosi, è una cosa bellissima, e questa stagione resterà per tutta la vita nella mia memoria. In Italia sono cresciuto, è diverso dal Brasile, qui anche contro le squadre di bassa classifica devi sempre giocare bene. Poi la Champions era di un livello altissimo. La dedica – continua Lucas - è per mio figlio che sta arrivando, e per mia moglie. Anche per lei è stato un anno difficile, è tornata in Brasile dopo aver saputo di essere incinta, non è stato semplice tra di noi, ma ora tutto finisce nel migliore dei modi».
L’ultimo pensiero è per la pazzesca rimonta finale: «Abbiamo iniziato male il tie break, ma tante volte quest’anno ci è capitato di riuscire a ribaltare situazioni difficili. Quando ho visto Nema e Vetto che in battuta hanno fatto una cosa grandissima, ho detto “è nostro”».
E via, lo champagne schizza negli spogliatoi, si torna a saltare e cantare. E’ l’ultima istantanea del monumentale Lucas modenese che, come Bruninho, mancherà tantissimo. A entrambi non resta che dire un enorme grazie, o meglio ancora, “obrigado”.
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