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Bruninho ringrazia, ma è un addio al veleno

Davide Ferrari
Bruninho ringrazia, ma è un addio al veleno

«Questa è stata una esperienza straordinaria ed impossibile da dimenticare Perché me ne vado? Nessuno mi ha fatto un’offerta seria per rimanere»

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MODENA. Bandiera brasiliana sulle spalle, lacrime agli occhi.

Bruno Mossa de Rezende ha appena sollevato il trofeo che consegna il 12esimo scudetto a Modena. Nelle sua parole una grandissima emozione: «Questa vittoria la volevo regalare a questa gente e a questa città fin dal primo giorno in cui sono arrivato qui nel 2011, perché tutto l’affetto che ho ricevuto fin dall’inizio qui è stato qualcosa di incredibile, ogni momento passato qui è stato veramente bello. Vincere prima le coppe e ora la scudetto è qualcosa di veramente incredibile, e non avrei mai immaginato di poter sentire tutto questo in una città che fino a qualche anno fa, da brasiliano, non era “nella mia mappa”. Adesso però posso dire che è anche la mia città, sono veramente felice di avere regalato questa gioia ai modenesi, e oggi posso davvero dire che mi sento uno di loro. Un tie break come questo – prosegue Bruninho passando a parlare dell’incredibile rimonta – si ribalta con freddezza, con la testa, con il palazzetto, con i tifosi».

Lo sguardo al futuro, e qui non manca una vena di amarezza. Bruno nel giorno dello scudetto conferma il suo addio a Modena: «Sì, era la mia ultima partita a Modena, almeno per adesso. Questa non era la mia volontà, io volevo proprio stare qua. Però le cose non sono andate come immaginavo. Problemi, questioni di sponsor, io ho aspettato fino a quando potevo, però non ho avuto proposte. Io ho una certa età e non posso aspettare fino a maggio o giugno per avere certezze. Però chissà nel futuro, Modena certamente è nel mio cuore, alla fine anche se vado via spero le persone possano continuare a ricordarsi un pochino di me, e perché no, spero un giorno di poter tornare. Questo scudetto – chiude Bruninho - lo dedico a questa città e a questi tifosi, che sono veramente appassionati. Poi va dedicato a questa squadra, che meritava tanto, ad Angelo, a Matteo Piano, a tutti. Oggi ho voluto prendere il trofeo insieme a tutti quanti perché queste sono persone fantastiche che meritavano veramente tutto questo».

L’altra anima verde-oro della Dhl, Lucas Saatkamp, si gode nello spogliatoio il sapore della vittoria: «Vincere qui, in questo palazzetto e con questi tifosi, è una cosa bellissima, e questa stagione resterà per tutta la vita nella mia memoria. In Italia sono cresciuto, è diverso dal Brasile, qui anche contro le squadre di bassa classifica devi sempre giocare bene. Poi la Champions era di un livello altissimo. La dedica – continua Lucas - è per mio figlio che sta arrivando, e per mia moglie. Anche per lei è stato un anno difficile, è tornata in Brasile dopo aver saputo di essere incinta, non è stato semplice tra di noi, ma ora tutto finisce nel migliore dei modi».

L’ultimo pensiero è per la pazzesca rimonta finale: «Abbiamo iniziato male il tie break, ma tante volte quest’anno ci è capitato di riuscire a ribaltare situazioni difficili. Quando ho visto Nema e Vetto che in battuta hanno fatto una cosa grandissima, ho detto “è nostro”».

E via, lo champagne schizza negli spogliatoi, si torna a saltare e cantare. E’ l’ultima istantanea del monumentale Lucas modenese che, come Bruninho, mancherà tantissimo. A entrambi non resta che dire un enorme grazie, o meglio ancora, “obrigado”.

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