Estate a Villa Giacobazzi con un ristoro all’esterno
Sarà un’associazione ad occuparsi di offrire caffetteria, bevande e gelati Nel 2015 oltre 15mila presenze. La decisione dopo due anni di tentativi e flop
Sarà una o più associazioni ad occuparsi del punto di ristoro all'esterno di Villa Giacobazzi nel periodo estivo. La giunta ha dato nei giorni scorsi i suoi atti di indirizzo per trovare una via che consenta ai tanti frequentatori della Villa (biblioteca ragazzi, sede di attività estive del Centro per le famiglie e del cinema estivo) di avere almeno un punto di ristoro a cui fare riferimento. Tutti gli esperimenti precedenti hanno avuto esito fallimentare. Nel 2013, quando la villa era appena stata inaugurata, si pensava di ricavare al piano terra una caffetteria ristorante con spazio esterno di alta qualità. Avevano fatto venire perfino Bottura a dare un'occhiata e il primo bando diffuso richiedeva un investimento iniziale del concessionario nell'ordine di 100mila euro. Nessuno si presentò, sia per l'onerosità della proposta che per gli oggettivi problemi logistici: niente parcheggi, lontana dalle vie principali, la villa in inverno difficilmente avrebbe avuto frequentatori. Si ripiegò quindi su una gestione di bar estivo nella parte posteriore della struttura, affidato a un concessionario, che però alla fine della stagione 2014 fece rilevare l'impossibilità di raggiungere il pareggio con gli introiti del bar rispetto ai costi di gestione sostenuti. In più, la possibilità di continuare a garantire il servizio in inverno si scontrò con problemi relativi agli arredi e all'uso delle sale storiche. Nel 2015 la villa è rimasta senza alcun servizio di ristoro, nonostante l'abbiano frequentata in estate circa 15mila persone. Solo il gestore del cinema estivo forniva bibite e pop corn prima delle proiezioni. Ma per una struttura frequentata da famiglie e bambini l'esigenza di un punto a cui fare riferimento per una bottiglietta d'acqua o una merendina almeno resta. Ecco quindi la soluzione studiata dalla giunta per il 2016: non ci si rivolge al libero mercato perchè la villa ha già dimostrato di non poter garantire redditività a un professionista del settore, si punta invece sul volontariato, su un'associazione che abbia facoltà e competenza per svolgere un'attività in un'area esterna adiacente alla villa (circa 45 mq.), che viene concessa in comodato gratuito. Senza spese di occupazione e con le agevolazioni delle onlus, la somministrazione di cibi e bevande, sebbene in un chiosco senza collegamenti acqua e elettricità e senza scarichi, può avere un minimo di futuro. Del resto anche per rianimare la villa alla fine ci si è rivolti ad associazioni, in particolare Librarsi, che utilizzando spazi al piano terra hanno garantito attività e presenze anche nei periodi invernali. Così una delle strutture più belle e storiche di Sassuolo, rivive grazie al terzo settore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
