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Ngapeth, l'uomo d'oro: «Siamo tutti mvp»

Marco Costanzini
Ngapeth, l'uomo d'oro: «Siamo tutti mvp»

Il francese resta: «Il nostro segreto? L’amicizia. Lorenzetti per me è come un padre»

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MODENA. Dite tutto quello che volete, osannatelo o criticatelo, chiamatelo “zuppa inglese” o “monsieur magic”, ma la sostanza non cambia: Earvin Ngapeth in campo è semplicemente un campione, un giocatore che nel suo ruolo al momento non ha eguali, una forza della natura follemente geniale. In un anno ha vinto tutto, o quasi, e questo quasi è perché gli è sfuggita soltanto la Champions, in attesa di mettere nel mirino l’Olimpiade.

Campione d’Europa e trionfatore in World League con la Francia, campione d’Italia e ancor prima vincitore di Supercoppa e Coppa Italia con la Dhl, aggiungendo a questi trofei una serie di premi individuali che a fatica riescono ad essere racchiusi in una bacheca, ultimo dei quali quello di “mvp” delle finali che dopo 14 anni hanno riconsegnato lo scudetto a Modena: «In questo grande momento di gioia – puntualizza lo schiacciatore francese – l’ultima cosa a cui penso è di essere “mvp”, perché lo siamo stati tutti. Lo dico chiaramente: questo gruppo meritava lo scudetto. A livello personale è stata una stagione fantastica, ma i successi in nazionale non sono minimamente paragonabili ad entusiasmo, gioia ed emozioni portate da questo scudetto. Lo volevo, lo volevamo tutti, sognavamo di regalare alla società e ai tifosi una vittoria che un anno fa avevamo soltanto sfiorato. È stato tutto incredibile, ancora più bello gustarselo dopo un finale di gara simile, vivendo le emozioni di una rimonta che ha fatto impazzire il pubblico: il tiebreak non era iniziato bene, ma la partita finisce quando cade per terra l’ultimo pallone, è utile ricordarselo soprattutto in una finale, per non mollare mai. Dedico questa gioia a tutti noi, ai tifosi e alla mia famiglia».

A proposito di famiglia, a seguire da vicino Earvin nell’ultimo atto di una stagione trionfale c’erano compagna e figlioletto, filo conduttore per raccontare un anno che al campione francese non ha dato solo gioie ma anche sofferenze fuori dal campo, a partire da uno spavento proprio per le condizioni di salute del figlio fino ad arrivare agli spiacevoli episodi che lo hanno di nuovo portato sulle copertine dei giornali e poi in tribunale non certo per meriti sportivi. In quel momento la società ha fatto scudo su di lui, condannandolo ma al tempo stesso proteggendolo, senza escluderlo ma riabilitandolo grazie a quello che a lui meglio riesce, giocare a pallavolo.

Catia Pedrini, Angelo Lorenzetti e i compagni sono stati per Ngapeth una seconda famiglia, come lo stesso francese ha sottolineato, individuando in questo aspetto il vero segreto del trionfo di Modena: «Non mi trovo in una semplice squadra, formata da tanti bravi giocatori, ma faccio parte di un gruppo di amici ancor prima che di compagni. Se lo scudetto è arrivato è stato proprio grazie a questo spirito, supportato e condiviso da una società ed un tecnico unici.

Per me Angelo (Lorenzetti, ndr) è stato come un padre, mi è sempre stato vicino nei momenti di difficoltà oltre ad avermi dato consigli preziosissimi come allenatore. Ho sempre sperato che, una volta vinto lo scudetto, potessimo convincerlo a rimanere con noi, ma ho capito che sarà quasi impossibile, perché la sua decisione è ormai irremovibile. Se ne andrà di nuovo da Modena da vincitore e sono davvero felice di aver potuto vincere uno scudetto, una Supercoppa e due volte la Coppa Italia assieme a lui, perché non immaginate quanto mi abbia dato».

Al posto di Lorenzetti dovrebbe arrivare un tecnico che Ngapeth conosce bene, quel Tillie che lo allena in nazionale, per una Dhl non più alla brasiliana ma alla francese, il cui punto di forza sarà sempre lui, fresco di rinnovo biennale del contratto. Earvin non si lascia sfuggire nulla, non ha più voglia di parlare ma solo di festeggiare. Scappa, ritorna in campo con un magnum di champagne e annaffia i tifosi, senza mai negarsi per foto ed autografi. E qui capisci ancora di più perché il pubblico di Modena lo ama per come è.

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