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Modena. Stroncato da malore in mountain bike

Modena. Stroncato da malore in mountain bike

Uris Tirelli era impegnato in una scalata con un amico. Abitava ad Albinea e lavorava in un tipografia di Modena

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MODENA. Stroncato a 39 anni da un malore mentre in mountain bike stava scalando una salita particolarmente ripida. È accaduto ieri mattina nella zona del Comune di Viano, nelle colline reggiane: la vittima è Uris Tirelli, 39enne di Albinea (Reggio Emilia) che da tempo lavorava in una tipografia di Modena.

Ieri mattina Tirelli era in compagnia di un amico per l’abituale escursione in mountain bike lungo le colline nell’area reggiana nota come “querciolese”.

La tragedia è avvenuta intorno alle 10.30 e si è consumata sopra la borgata di Ca’ Schiavino di Viano, fra La Strada di Casina e San Giovanni di Querciola. Uris Tirelli era da sempre appassionato di due ruote, un atleta allenato che si dedicava a escursioni fra sentieri e strade della montagna e della collina reggiana.

Ieri con un amico è risalito da Albinea, attraversando tutto il querciolese per arrivare sino a Ca’ Schiavino.

Qui la coppia di ciclisti amatoriali ha tagliato in mezzo al paesino per imboccare una strada molto ripida, chiusa alle auto da una sbarra, una via che conduce sino alla vetta soprastante. È una strada che nella prima parte è asfaltata e una volta arrivata in cima finisce lasciando spazio a parecchi sentieri escursionistici.

A metà della durissima salita Tirelli ha accusato il malore improvviso mentre era impegnato nella pedalata. Il 39enne è caduto improvvisamente a terra. L’amico lo ha chiamato, si è avvicinato e ha cercato di fare qualcosa per aiutarlo a riprendersi. Ben presto, però, ha capito che la situazione era gravissima. Ha quindi lanciato l’allarme al 118 mediante il telefonino. Nel giro di pochi minuti sulla stradina sono arrivati l’elisoccorso di Pavullo e i volontari della Croce Rossa di Casina, in ambulanza, l’assistenza più vicina alla zona di Ca’ Schiavino. Il personale sanitario ha tentato a lungo di rianimare l’uomo. Tutto inutile. Per Tirelli non c’è stato nulla da fare. Gli abitanti di Ca’ Schiavino e alcuni motocrossisti di passaggio, fermati per dare una mano, hanno assistito inermi alla scena. Poco dopo è arrivato anche il padre di Uris, Celso Tirelli. A dargli conforto gli agenti della Polizia municipale Tresinario Secchia, che sono intervenuti per i rilievi del caso.

Uris Tirelli avrebbe compiuto 40 anni il prossimo 12 luglio. Viene descritto come un grande appassionato di moto e di mountain bike. Uno sportivo, uno sempre pronto a partire, sempre pronto all’avventura. Per questo la notizia della sua morte ha lasciato tutti sconvolti ma anche sorpresi.

Ad Albinea i Tirelli sono una famiglia radicata e molto conosciuta da tutti. La mamma Milly, in particolare, è un volto noto e stimato in centro: per decenni è stata dietro il bancone della “Sanitaria”, un negozio molto frequentato. Da qualche anno, è andata in pensione. Ma anche papà Celso, anche lui appassionato di bicicletta, è molto noto ad Alb inea. Uris lavorava a Modena come tipografo ma il suo tempo libero era dedicato alle sue grandi passioni a due ruote. Erano la moto e la bicicletta i suoi punti di riferimento. Il 39enne era molto allenato ed esperto: conosceva benissimo la collina reggiana, il sentiero di Ca’ Schiavino non era per lui una novità, ma anzi un tragitto ben noto.

Non un percorso facile, la salita è molto ripida e richiede uno sforzo notevole. Ed è qui che il suo fisico, inaspettatamente, ha ceduto d’improvviso. Uris Tirelli è morto praticamente sul colpo e tutti i tentativi per rianimarlo si sono rivelati inutili: un malore che non gli ha lasciato scampo.

Ora per la salma si attende il nullaosta da parte della Procura reggiana che molto probabilmente arriverà già oggi in modo che la famiglia possa fissare la data in cui celebrare il funerale. Uris Tirelli lascia anche una sorella, Sara.

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