Appaltone, cuore del caso Cencetti
Cosa c’è dietro un’assegnazione senza gara da 128 milioni formalmente regolare
L’ “Appaltone” è stato il clou dell’attività di Stefano Cencetti come ex Direttore generale del Policlinico. Firmando il contratto e quindi autorizzando una spesa dell’importo complessivo di oltre 128 milioni in nove anni, l’ex Dg apparentemente non commetteva illeciti. Lo riconosco anche i pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei come si legge nel decreto di sequestro del maggio 2014 riportando le intercettazioni per far capire la natura del grande scandalo che ha colpito il Policlinico tra il 2006 e il 2012. Tutto in regola, insomma, ma ai due pm resta il dubbio: è giusto assegnare il cosiddetto Global Service - un pacchetto che comprende manutenzioni, servizi e gestione alberghiera e ospedaliera in per nove anni - per una cifra del genere senza alcuna vera gara a un cordata temporanea che comprende persone con le quali Cencetti era in rapporti più che professionali, di conoscenza o di amicizia? Questa procedura ristretta, anche se poi avesse prodotto reali risparmi o vantaggi al Policlinico e in generale ai contribuenti, poteva essere basata un’unica offerta di Ccc, Coopeservice, Acea Costruzioni, Coop Facchini e Portabagagli, Manutencoop, Servizi Italia, Cir Food, Dussman Service e Lavanderia Zbm? Qui si parla del gotha delle grande cooperative “rosse” emiliane. Infatti i due sostituti procuratori si interrogano più volte arrivando a sottolineare come le indagini dei Nas mostrano che «preesiste un fascio di cointeressenza» tra queste aziende, i loro manager e Cencetti. Cencetti li conosceva prima e li continua a frequentare anche nella sua seconda veste di manager che organizza con la sua società carpigiana Hfm i convegni medici finanziati da alcuni di questi colossi. Se quindi secondo i due magistrati - che hanno ora finito l’indagine e si apprestano a chiedere i rinvii a giudizio - Cencetti individuava per un incarico «su base personalistica senza alcuna previa indagine di mercato» la Multiline, azienda del suo socio Mauro Amadei, allo stesso tempo alla Multiline arrivano flussi di denaro non giustificati sempre dalle stesse cooperative. «Il tutto ha le caratteristiche di un meccanismo complesso e ben oliato - si legge nel decreto di sequestro - ove interessi reciproci si compongono per la soddisfazione delle parti». In altre parole, il Cencetti direttore generale ospedaliero, come pubblico ufficiale, secondo l’accusa era in grado di manovrare l’intera gestione di appalti complessi come il Global Service senza mai uscire dalla linea formale delle legalità ma poi come manager privato prendeva soldi dalle ditte appaltatrici come sponsor dei suo convegni di informazione medico-scientifica L’Appaltone firmato nel 2009 non è quindi oggetto di uno scandalo, ma racconta bene i rapporti tra il direttore generale e i manager delle coop “rosse” emiliane. Secondo i due pm l’Appaltone è infatti anche l’occasione di varianti di lucrativi servizi complementari che finiscono sotto la lente della Procura. Perché? Perché, spiega Cencetti intercettato parlando di una cooperativa coinvolta, «loro lavorano sulle varianti. Dobbiamo massacrarli sull’esecuzione dei lavori». Sono infatti le varianti e le perizie il cuore segreto di questo maxi-appalto...
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