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Dopo lo scudetto di Modena, Galvani: «Questa pallavolo deve essere di tutti»

Dopo lo scudetto di Modena, Galvani: «Questa pallavolo deve essere di tutti»

Lo sponsor modenese: «Spero che anche in futuro i rapporti umani vengano prima del resto»

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MODENA. Lui rappresenta lo sponsor che poteva ritrovarsi, in queste ore, sulle maglie dello scudetto. E invece non c’è, per un gesto raro in un mondo così frenetico come quello del marketing. Lui è Fabio Galvani, titolare dell’omonima azienda di ottica che ha diversi punti vendita in città, che ha rinunciato ad un contratto già firmato per lasciare tutto lo spazio possibile a Dhl. Oggi, finiti i festeggiamenti, non gli pesa, ed è contento di aver contribuito allo scudetto a suo modo: «Lo considero un atto di responsabilità - spiega Galvani - Potevo impuntarmi e chiedere il rispetto del mio contratto triennale, io che avevo firmato quando ancora i risultati non arrivavano come oggi. E invece, messo di fronte al possibile arrivo di Dhl, che chiedeva l’esclusiva della maglia, io piccolo imprenditore mi sono fatto da parte e ho onorato comunque i miei impegni».

Sarà anche un piccolo imprenditore, ma è comunque l’unico squisitamente modenese impegnato in prima linea con la società, come ha testimoniato la festa di poche settimane fa in piazza Mazzini, che ha bloccato la città: «È una questione di principio. Chi investe nello sport di vertice come in questo caso non deve guardare al ritorno personale, deve solo sapere che lo fa per la propria città. Io l’ho fatto per questo. Per testimoniare che lo sport può ancora essere un bel messaggio, dare un’immagine bellissima, indipendentemente dal fatto che sia vincente. Poi se si vince tanto meglio. È stato stupendo vedere famiglie intere tornare al Palazzo, vedere i biglietti non bastare, vedere bambini poter tifare per la propria squadra in uno spazio a misura di famiglia, senza barriere, con una passione vera. Io sono già contento per questo: la pallavolo è di tutti, credo tanto in questo slogan».

Ma il futuro è già presente, e c’è un contratto da rinnovare: «Devo rinnovare, non ci siamo ancora seduti. Ma io non ho mai lasciato a piedi nessuno. Sono un piccolo imprenditore che può dare il suo contributo misurato alle sue possibilità. Vedremo che opportunità ci saranno, le valuteremo insieme e decideremo. Certo, questo lo devo dire - conclude Fabio Galvani - Una grossa differenza per me la fanno i rapporti umani e la fiducia nel progetto: spero che in futuro ci possano essere gli stessi rapporti nati in questi anni con chi domani non farà più parte della squadra». (d.b.)

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