Gazzetta di Modena

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In arrivo la card per le famiglie povere

di Davide Berti
In arrivo la card per le famiglie povere

Il piano della Regione dovrebbe riguardare a Modena duemila persone: contributi per affitti e bollette da centinaia di euro

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Qualcuno l’ha chiamato bancomat, e in Regione non hanno gradito. Ma non è il nome che importa, piuttosto la sostanza: oltre 30mila persone potranno beneficiare di una card che, grazie al contributo di viale Aldo Moro, servirà a saldare, in parte, le spese per affitti, utenze, bollette e spesa per le famiglie bisognose.

Su Modena, secondo una stima che la Regione confermerà solamente la prossima settimana quando il gruppo di lavoro si riunirà, dovrebbero essere circa duemila le persone che beneficeranno di questa iniziativa.

In termini assoluti il contributo è di alcune centinaia di euro, una cifra non clamorosa ma che può fare la differenza.

È il progetto del reddito di solidarietà che l’aula dell’Assemblea Legislativa discuterà nelle prossime settimane per andare in approvazione entro luglio e passare alla fase operativa a partire da ottobre.

Il reddito di solidarietà è entrato nel bilancio regionale del 2016 e questo assegno destinato a «persone in povertà assoluta» varrà a regime 75 milioni di euro. «Entro l’estate l’Assemblea legislativa varerà il nuovo intervento strutturale per tutta la legislatura - aveva detto il presidente Stefano Bonaccini - per questo motivo per il 2016 varrà la metà dal punto di vista finanziario».

Un primo passo, quello di accantonare i fondi in bilancio, per rendere concreto il sostengo al reddito che coinvolgerà «tra le 20 e le 35 mila persone in regione», secondo il sottosegretario Andrea Rossi.

«Si tratterà di persone in povertà assoluta, anche secondo le soglie fissate dall’Istat - ha detto - I parametri fissati dal Governo, che contribuisce con 37 milioni di trasferimenti, sono il limite di 3 mila euro di reddito Isee e un minore a carico».

I requisiti precisi in Emilia ancora non sono definiti, perché è avviata «la discussione con le parti sociali e l’assemblea», ma i presupposti per garantire un reddito di solidarietà di qualche centinaia di euro al mese sono stati posti.

Chi ci sta lavorando è l’assessore al welfare Elisabetta Gualmini: una volta ultimate le proiezioni questo contributo, card o non card che sia, diventerà realtà.

In Emilia-Romagna sono 65.000 i nuclei familiari con un reddito annuo sotto i 6.300 euro. «Non possiamo raggiungerli tutti - aveva precisato la Regione presentando l’investimento - ma puntiamo ad arrivare a circa la metà di loro». Ed è comunque un buon inizio.

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