Marconi, Cimabue, Toniolo: le scuole d'infanzia passano alla fondazione Cresci@Mo
Confermate le anticipazioni della Gazzetta di Modena da settembre 2016 entreranno a far parte della Fondazione Cresci@mo anche le scuole d’infanzia Marconi, Cimabue e Toniolo. Lo stabilisce la delibera approvata dalla Giunta
MODENA. Da settembre 2016 - come anticipato nelle scorse settimane - entreranno a far parte della Fondazione Cresci@mo anche le scuole d’infanzia Marconi, Cimabue e Toniolo. Lo stabilisce la delibera approvata dalla Giunta comunale di Modena.
Le tre scuole, che vanno ad aggiungersi alle altre sette già gestite dalla Fondazione, sono state individuate - secondo quanto sostiene una nota diramata dal Comune - incrociando due criteri: l’attuale numero di posti vacanti per quanto riguarda il personale educativo, poiché più alto è il numero di precari e minore è la possibilità di garantire la continuità didattica, e il principio della territorialità, in base al quale si cerca di avere una distribuzione omogenea sul territorio di scuole comunali, statali, convenzionate e della Fondazione Cresci@mo per offrire alle famiglie un’adeguata diversificazione dell’offerta formativa.
"A dare mandato alla Giunta di stabilire quali ulteriori scuole trasferire alla Fondazione Cresci@mo è stato il Consiglio attraverso la delibera approvata lo scorso 9 maggio. I presidenti dei Consigli genitori e il personale delle tre scuole interessate sono già stati avvertiti; ora l’Amministrazione comunale dovrà definire le azioni per avviare regolarmente l’attività delle scuole, come espressamente indicato dal Consiglio comunale e attraverso il coinvolgimento del personale scolastico e delle famiglie".
"Il rafforzamento della Fondazione Cresci@mo - questa è l'opinione contenuta nella nota del Comune di Modena - si inserisce nell’ambito del più ampio progetto per i servizi educativi del Comune di Modena che parte dai bisogni espressi dalle famiglie e si basa sull’introduzione di servizi innovativi e flessibili nei nidi, sulla sperimentazione di aperture oltre l’attuale calendario e su una riduzione, in un’ottica di maggiore equità, delle rette dei nidi, soprattutto a vantaggio delle famiglie più svantaggiate"
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