Modena e lo scudetto con Petric e Nikic: «Ci divertiremo ancora tanto»
L’asse serbo in banda alla fine ha funzionato: «Triplete straordinario, manca solo l’Europa»
MODENA. “Noi siamo la squadra” è più di uno slogan, rispecchia l’unione di un gruppo che fuori e dentro al campo è riuscito a fare nuovamente di Modena, in tutto e per tutto, la capitale del volley italiano. Ai tempi dei social network lo si sintetizza con un hashtag, #nsls, quattro semplici lettere che racchiudono mille significati e che, giocando, per due protagonisti dello scudetto gialloblù possono essere utilizzate ad arte: “Noi siamo la Serbia” diventa dunque il grido di battaglia di Nemanja Petric e Milos Nikic, i martelli di posto 4 che diventano un tutt’uno in campo e fuori.
Proprio al matrimonio di Nema, nemmeno un anno fa, il dg Sartoretti strappò il “sì” di Milos per venire a dar manforte ad una squadra che allora cullava soltanto il sogno di tornare protagonista come un tempo, dopo averlo appena sfiorato, consapevole che tra i due non si sarebbe mai creato un dualismo ma solo una splendida collaborazione, una staffetta nella quale uno è stato l’alter ego dell’altro. Così, quando l’infortunio al ginocchio ha messo ko per due mesi Petric, sono toccati a Nikic i gradi di titolare, dopo una regular season vissuta in perfetta alternanza anche con Ngapeth sotto la guida sapiente di Lorenzetti.
Petric è tornato davvero a pieno regime proprio tra semifinale e finale scudetto, e nel tiebreak che dopo 14 anni ha riconsegnato a Modena lo scudetto ha forse pensato che non ci fosse bisogno di fatiche aggiuntive, iniziando a bombardare dai nove metri gli inermi ricevitori di Perugia e mandando in visibilio il pubblico del PalaPanini: «Questi mesi – ha raccontato sfogando tutta la propria gioia – sono stati duri, non mi sono mai fermato con l’obiettivo di tornare a dare una mano ai miei compagni, perché non avevo dubbi sul fatto che saremmo arrivati fino in fondo. Davvero non ho aggettivi per descrivere la nostra squadra, posso solo dire di sentirmi orgoglioso di fare parte di un gruppo simile. Penso di non aver ancora capito veramente cosa abbiamo fatto, in questo momento sto solo provando emozioni uniche: vedo la festa e le lacrime di gioia dei nostri tifosi, che meritavano di tornare a vivere una giornata così, tutto sembra magico intorno a noi. Supercoppa, Coppa Italia, scudetto: abbiamo fatto tripletta, ma sono sicuro che ci divertiremo ancora».
A distanza di pochi metri da Petric, neanche a dirlo, c’è proprio Nikic, che il suo zampino decisivo in questa finale scudetto lo aveva messo a Perugia, in gara 2: «La scorsa estate, quando sono arrivato, sapevo di trovarmi in una squadra che avrebbe lavorato con l’obiettivo di tornare a vincere lo scudetto. Ero convinto che ci saremmo tolti molte soddisfazioni, forse non credevo potessimo addirittura mettere in bacheca due trofei oltre allo scudetto. Il merito è del nostro gruppo, unito sin dal primo giorno, un gruppo nel quale tutti hanno trovato spazio e sono riusciti a dare qualcosa di speciale. Ringrazio i miei compagni, coach Lorenzetti assieme allo staff tecnico e soprattutto la gente che in questi mesi ci ha sempre sostenuto: dedico a loro questo scudetto. Tutta Modena sognava di tornare a vincere dopo tanti anni, è stato splendido riuscirci e vedere ora i nostri tifosi godersi questa gioia immensa».
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