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Poveri, nuova emergenza: mutui e utenze non pagate

di Rino Filippin
Poveri, nuova emergenza: mutui e utenze non pagate

Porta Aperta: «Gli insoluti per le rate dei prestiti arrivano fino a due milioni» Morosità sugli affitti a 460mila euro. Pochi saldano le bollette di gas e rifiuti

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Debiti alle stelle, rate del mutuo che “saltano”, bollette non pagate di acqua, luce, gas e rifiuti che si accumulano senza soluzione di continuità.

È drammatica la situazione della maggioranza delle persone, italiani e stranieri, che si rivolgono al centro d’ascolto della Caritas, Porta Aperta. Emerge dai dati presentati ieri mattina nell’aula magna del Seminario Vescovile. Si tratta dell’Osservatorio diocesano sulle povertà che puntualmente ogni anno traccia con dati e informazioni la situazione di chi vive a Carpi, ma ai margini del suo benessere economico. «A una prima lettura dei dati d’accesso 2015 a Porta Aperta - ha detto Alessandro Gibertoni, direttore dell’organizzazione della Caritas - potrebbe apparire che le cose stanno andando meglio. Lo scorso anno infatti sono state 711 le famiglie incontrate almeno una volta, mentre nel 2014 erano state 825. In realtà il calo non è dovuto a un miglioramento economico generale, ma al fatto che tanti stranieri hanno abbandonato la nostra città che ormai dà poche possibilità a chi cerca un lavoro».

E per chi resta sono guai. Gli utenti del centro di via Don Minzoni, per il 40% italiani, si trovano in situazioni spesso senza rimedio. Basta scorrere i dati del focus sull’indebitamento (realizzato su un campionamento di 521 famiglie), per rendersi conto dell’entità del problema. Si pensi che l’85% di 58 utenti di Porta Aperta non riesce più a pagare il mutuo sulla casa; le rate insolute arrivano 2 milioni di euro. Su 350 famiglie in affitto, 186 non pagano il canone di locazione. La morosità complessiva del gruppo campionato arriva a 460mila euro. Disastri anche, come dicevamo, sul fronte delle utenze. Le bollette non pagate per la corrente elettrica ammontano a 43mila euro; per l’acqua a 16mila euro; per il gas a 10mila euro; per i rifiuti a 57mila euro e per le spese condominiali a 223mila euro.

Che il numero di stranieri sia in calo significativo in città lo si deduce anche dai “clienti” di Recuperandia, il centro di via Montecassino dove si trova di tutto, ma usato. «Sono diminuiti gli stranieri - dice il responsabile di Recuperandia, Massimo Melegari - che chiedono mobilio, segno che non ci sono ingressi in appartamenti in città. Questo però non togli il fatto che il centro sia sempre visitatissimo: in un anno gli utenti sono 30mila». Nella classifica degli stranieri che maggiormente chiedono aiuto, troviamo marocchini, pakistani, tunisini, ucraini, rumeni...

Porta Aperta dà aiuti concreti a chi si rivolge al centro: nel 2015 ad esempio sono state distribuite 6mila 572 sporte alimentari, senza contare i circa 17mila euro erogati dal Fondo Salute e i 17.760 euro per il progetto Solidarietà al lavoro.

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