Sartoretti e lo scudetto, un affare di famiglia
Diciannove anni dopo i suoi ace, Andrea trionfa da dirigente con in campo il figlio Luca: «Incredibile»
MODENA. Andrea Sartoretti, direttore generale della Dhl, aveva vinto lo scudetto al Palapanini diciannove anni fa provando forti emozioni a livello sportivo. Chissà se immaginava che vent'anni dopo un altro Sartoretti, suo figlio Luca, avrebbe provato le stesse sensazioni che provò lui quando era ancora un giocatore di Modena. E' una di quelle favole che anche la pallavolo riesce a scrivere.
«Vincere uno scudetto dà sempre emozioni fortissime – spiega il direttore generale – Era un sogno che io e Catia coltivavamo fin da quando siamo partiti in questa avventura. Abbiamo trovato tante persone che ci hanno seguito, che hanno seguito il nostro sogno realizzato da una grande squadra davanti ad un pubblico spettacolare. È stata una emozione fortissima ma ce l'abbiamo fatta. Lo avevamo promesso di riportare lo scudetto a Modena e ci siamo riusciti. Complimenti a tutti: alla squadra, ai giocatori, a tutti i collaborati che hanno contribuito a realizzare questo sogno. È stato un anno indimenticabile».
Diciannove anni dopo in campo c'è sempre un Sartoretti. «Luca è stato bravo ed anche lui ha dato il suo contributo – prosegue il dirigente modenese – Complimenti a lui ma complimenti a tutti perché Modena è stata grande. Per un papà è un orgoglio vedere che il proprio figlio, a distanza di anni, raggiunge gli stessi risultati che ha raggiunto lui. Abbiamo capito che potevamo vincere lo scudetto dopo gara 2 a Trento. Si è notata tutta la forza della squadra che poteva vincere anche in trasferta|. Vincere così è ancora più bello. Se potevamo scrivere un copione l'avremmo scritto così. Si fa fatica a dimenticare questi momenti ma dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme se vogliamo riviverli».
Felicissimo del risultato raggiunto Luca Sartoretti che ha avuto il suo spazio in campionato e nei play off. «E' una sensazione indescrivibile vincere dove ha vinto anche mio padre – spiega il giocatore - E' un gruppo fantastico ma vincere al PalaPanini è tutta un’altra cosa. Io ho dato il mio contributo, come tutti gli altri giovani, e abbiamo appreso tanto nel corso di questo anno. Avere mio padre come direttore generale è stato di grande aiuto per me perché si è comportato a casa come genitore e in palestra come dirigente. E' riuscito ad essere professionale anche con me. Spesse volte mi ha dato anche dei consigli che io ho cercato di mettere in campo». (n.c.)
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