Carpi. Pesticidi nel cavo Lama, scatta l’allarme
Il corso d’acqua di Carpi “osservato speciale” in Regione. Le sostanze vietate presenti superano i limiti massimi fissati dalla legge
CARPI. Ne abbiamo parlato solo poche settimane fa per un caso di inquinamento causato da liquami d’allevamento zootecnico. E adesso il cavo Lama, il canale che attraversa il territorio di Carpi, torna tristemente alla ribalta della cronaca.
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La scoperta di Legambiente. Questa volta però il problema evidenziato è ancora più grave: si tratta infatti di pesticidi che contaminano le acque. A sottolinearlo è Legambiente che a livello nazionale ha presentato un rapporto che appunto tira in ballo anche il nostro canale. Secondo lo studio in Emilia Romagna oltre l’84% dei punti di monitoraggio e circa il 60% dei campioni prelevati in acque superficiali risultano contaminati da pesticidi con il rilevamento di ben 66 sostanze diverse su 89 ricercate.
Due canali a rischio. In provincia di Modena due sono i canali osservati speciali: il canale Emissario (tra Mirandola e Concordia), e appunto il cavo Lama dove le sommatorie medie annue delle concentrazioni dei vari pesticidi superano il limite massimo di 1 µg/l fissato per legge.
Sostanze pericolose. Le sostanze rilevate con maggior frequenza si confermano essere imidacloprid, terbutilazina, metolaclor, terbutilazina-desetil e metalaxil, tutte sostanze classificate pericolose per l’ambiente. Basti pensare che il neonicotinoide Imidacloprid, ritrovato nel 40% dei campioni prelevati, è risultato essere uno dei principali imputati delle morie di api verificatesi negli ultimi anni. Insomma corsi d’acqua inquinati con sostenze a dir poco velenose. E pensare che il cavo Lama spesso vede sulle sue sponde pescatori: c’è da augurarsi che quel pesce non finisca sulle tavole. Che dire poi del fatto che il corso d’acqua confina con il futuribile “parco Lama”? E pensare che appena 60 anni fa, come testimoniano tante fotografie pubblicate su libri di ricordi locali, nel cavo Lama si nuotava d’estate. Sono bastati alcuni decenni di agricoltura intensiva per contaminare di pesticidi non solo frutta e verdura, ma anche le acque. Legambiente sottolinea l’urgenza di indagini approfondite e verifiche sulle cause di questi superamenti. Importantissimo inoltre capire perché sostanze come il Diuron e l’Atrazina, fuori legge da anni, risultino ancora presenti nei campioni analizzati.
«In materia di pesticidi - conclude Legambiente - è quindi urgente avere piena consapevolezza di come l’utilizzo dei pesticidi possa avere pesanti ripercussioni ambientali». Quanto sono pericolosi i pesticidi per la salute dell’uomo? Gli esperti sostengono che dipende dalle dosi di assorbimento. Nel dubbio ovviamente meglio non rischiare e stare alla larga da queste sostanze. (Rino Filippin)
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