Scuole in Fondazione a Modena: «Presi in giro»
Arriva la conferma del Comune per Marconi, Toniolo e Cimabue. La rabbia dei genitori: «Nessuno ci ha detto nulla»
MODENA. Toniolo, Marconi e Cimabue. Sono queste le tre scuole dell’infanzia che finiranno quest’anno sotto la Fondazione Cresci@mo e non si potranno quindi più definire scuole dell’infanzia comunali.
I negazionisti. La Gazzetta lo aveva scritto il 30 aprile scorso e non se lo era inventato, come qualcuno aveva lasciato intendere. Il Comune a dirlo ufficialmente ci ha messo dieci giorni in più, ma in piazza Grande lo sapevano già tutti. Ed è questo uno degli aspetti che ha fatto maggiormente arrabbiare i genitori delle tre scuole che ieri pomeriggio all’uscita degli asili, appresa la notizia, certo non facevano salti di gioia: «Ci hanno letteralmente presi in giro. Nessuno ci ha mai detto nulla, è mancata trasparenza, ma non solo: a nostre precise domande hanno anche negato. E oggi ci troviamo in questa situazione».
La protesta. È la rabbia delle mamme che vorrebbero chiarezza per la scuola pubblica, e invece si sono ritrovate, senza saperlo, al centro di una rivoluzione.
Le tre scuole, che vanno ad aggiungersi alle altre sette già gestite dalla Fondazione, sono state individuate incrociando due criteri, stando a quanto fa sapere il Comune: «L’attuale numero di posti vacanti per quanto riguarda il personale educativo, poiché più alto è il numero di precari e minore è la possibilità di garantire la continuità didattica, e il principio della territorialità, in base al quale si cerca di avere una distribuzione omogenea sul territorio di scuole comunali, statali, convenzionate e della Fondazione Cresci@mo per offrire alle famiglie un’adeguata diversificazione dell’offerta formativa».
La delibera del mandato. A dare mandato alla Giunta di stabilire quali ulteriori scuole trasferire alla Fondazione Cresci@mo è stato il Consiglio attraverso la delibera approvata lo scorso 9 maggio. Peccato, però, che non fossero indicate le scuole in quella delibera, motivo per cui nei corridoi del Pd qualcuno mormora, mettendosi nei panni dei genitori.
«I presidenti dei consigli genitori e il personale delle tre scuole interessate sono già stati avvertiti», scrive il Comune. Avvertiti sì, a cose fatte: «È mancata la condivisione, ed è inutile che parlino di partecipazione e coinvolgimento. Noi quelle scuole - dicono le mamme - le abbiamo scelte. Ci dicano se adesso possiamo tranquillamente scegliere di andarcene. Questo sarebbe giusto, visto che sono cambiate le condizioni. Per non parlare delle insegnanti: cambieranno? Il rischio è alto, poichè avranno trattamenti diversi rispetto alle colleghe».
Ora l’Amministrazione comunale dovrà definire le azioni per avviare regolarmente l’attività delle scuole, come espressamente indicato dal consiglio comunale e attraverso il coinvolgimento del personale scolastico e delle famiglie.
Il progetto "ampio". «Il rafforzamento della Fondazione Cresci@mo - scrive il Comune - si inserisce nell’ambito del più ampio progetto per i servizi educativi del Comune di Modena che parte dai bisogni espressi dalle famiglie e si basa sull’introduzione di servizi innovativi e flessibili nei nidi, sulla sperimentazione di aperture oltre l’attuale calendario e su una riduzione, in un’ottica di maggiore equità, delle rette dei nidi, soprattutto a vantaggio delle famiglie più svantaggiate».
I genitori chiudono con la questione tariffe: «Anzichè preoccuparsi di fare annunci sull’abbassamento delle tariffe a cui nessuno crede, si preoccupino dei nostri bambini, che non vengono mai citati».
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