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“Trova” marito alla figlia Ma lei lo accusa di abusi

di Carlo Gregori
“Trova” marito alla figlia Ma lei lo accusa di abusi

Africano a processo dopo il racconto della figlia 17enne andata via da casa Ma lui nega: si è vendicata perché non voleva fidanzarsi con chi avevo scelto io

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Verrà processato con rito abbreviato per molesti sessuali compiute sulla figlia quando lei aveva dieci anni. Ma il padre non ci sta e spiega una verità molto diversa: la ragazza è scappata di casa quando era ancora minorenne raccontando questa terribile vicenda di abusi solo perché voleva evitare un matrimonio combinato e non andava a scuola disonorando così la sua famiglia.

È un caso intricato quello che ieri mattina il giudice ha iniziato ad affrontare in sede di udienza preliminare. Riguarda una famiglia di origini africane e di religione islamica con uno stile di vita tradizionale. Finora niente a che vedere con islamisti e Sharia. Solo una famiglia all’antica oggi divisa da queste accuse tremende che pesano sul suo capo, un operaio 45enne del Gambia, piccolo Stato africano, residente a Modena. Un operaio senza alcun precedente e ritenuto una persona irreprensibile.

Eppure è accaduta una serie di fatti gravi che lui e la figlia raccontano in maniera totalmente diversa.

Nel 2015 la figlia è scappata di casa a 17 anni. È stata seguita dai servizi sociali e poi dal centro La Coccinella che assiste donne che hanno subito violenze sessuali. Oggi parte civile - l’assiste l’avvocato Valeria De Biase - ha raccontato che suo padre l’ha palpeggiata intimamente quando aveva 10 anni. Nello stesso periodo la sorellina di 6 anni è stata coinvolta da una serie di voci che si erano sparse nella sua scuola elementare a Modena. Una compagna aveva raccontato di aver sentito che la sua compagna era stata toccata dal padre. La maestra ne ha parlato con i Servizi sociali che sono intervenuti. La bimba è stata ascoltata in incidente probatorio da esperti psicologi dell’infanzia e dal giudice, ma il pm non ha ritenuto sufficientemente fondate le accuse e ha chiesto e ottenuto l’archiviazione per il caso della sorellina. Ha invece chiesto il rinvio a giudizio del padre per il caso della figlia più grande. Ma il padre, difeso dall’avvocato Giorgio Pelliciardi, racconta una storia molto diversa. Quella di un capofamiglia africano e islamico moderato dai convincimenti tradizionali che vede la figlia quasi maggiorenne seguire svogliatamente la scuola per frequentare i coetanei italiani. Così le organizza un fidanzamento combinato con un cugino africano. Ma la figlia non ne viole sapere: non vuole conoscerlo né andare in Guinea. Il padre va lo stesso per tre mesi e in sua assenza scopre che la foglia non va neppure più a scuola e passa il tempo in giro. Teme che la figlia disonori la sua famiglia. Ma appena il padre torna a Modena, la figlia se ne va da casa accusandolo.

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