“Trova” marito alla figlia Ma lei lo accusa di abusi
Africano a processo dopo il racconto della figlia 17enne andata via da casa Ma lui nega: si è vendicata perché non voleva fidanzarsi con chi avevo scelto io
Verrà processato con rito abbreviato per molesti sessuali compiute sulla figlia quando lei aveva dieci anni. Ma il padre non ci sta e spiega una verità molto diversa: la ragazza è scappata di casa quando era ancora minorenne raccontando questa terribile vicenda di abusi solo perché voleva evitare un matrimonio combinato e non andava a scuola disonorando così la sua famiglia.
È un caso intricato quello che ieri mattina il giudice ha iniziato ad affrontare in sede di udienza preliminare. Riguarda una famiglia di origini africane e di religione islamica con uno stile di vita tradizionale. Finora niente a che vedere con islamisti e Sharia. Solo una famiglia all’antica oggi divisa da queste accuse tremende che pesano sul suo capo, un operaio 45enne del Gambia, piccolo Stato africano, residente a Modena. Un operaio senza alcun precedente e ritenuto una persona irreprensibile.
Eppure è accaduta una serie di fatti gravi che lui e la figlia raccontano in maniera totalmente diversa.
Nel 2015 la figlia è scappata di casa a 17 anni. È stata seguita dai servizi sociali e poi dal centro La Coccinella che assiste donne che hanno subito violenze sessuali. Oggi parte civile - l’assiste l’avvocato Valeria De Biase - ha raccontato che suo padre l’ha palpeggiata intimamente quando aveva 10 anni. Nello stesso periodo la sorellina di 6 anni è stata coinvolta da una serie di voci che si erano sparse nella sua scuola elementare a Modena. Una compagna aveva raccontato di aver sentito che la sua compagna era stata toccata dal padre. La maestra ne ha parlato con i Servizi sociali che sono intervenuti. La bimba è stata ascoltata in incidente probatorio da esperti psicologi dell’infanzia e dal giudice, ma il pm non ha ritenuto sufficientemente fondate le accuse e ha chiesto e ottenuto l’archiviazione per il caso della sorellina. Ha invece chiesto il rinvio a giudizio del padre per il caso della figlia più grande. Ma il padre, difeso dall’avvocato Giorgio Pelliciardi, racconta una storia molto diversa. Quella di un capofamiglia africano e islamico moderato dai convincimenti tradizionali che vede la figlia quasi maggiorenne seguire svogliatamente la scuola per frequentare i coetanei italiani. Così le organizza un fidanzamento combinato con un cugino africano. Ma la figlia non ne viole sapere: non vuole conoscerlo né andare in Guinea. Il padre va lo stesso per tre mesi e in sua assenza scopre che la foglia non va neppure più a scuola e passa il tempo in giro. Teme che la figlia disonori la sua famiglia. Ma appena il padre torna a Modena, la figlia se ne va da casa accusandolo.
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