Ceramica, allarme dall’Ucraina
Confindustria: «Stanno aumentando tutte le tariffe per i trasporti delle argille»
L’Ucraina è il primo fornitore di argille per l’industria italiana delle piastrelle di ceramica. Si stima che i volumi annuali di materiale che raggiunge il comprensorio ceramico siano nell’ordine di 1,6 milioni di tonnellate. Le notizie che arrivano dall'Ucraina sono allarmanti per il settore ceramico. Si parla di aumenti delle tariffe di trasporto ferroviario nell'ordine del 15% a partire dall'inizio di maggio. L'argilla Ucraina si muove appunto in treno, fino ai porti da cui salpano le navi dirette in Adriatico.
«Purtroppo – fanno sapere dalla Commissione trasporti e materie prime di Confindustria Ceramica – l'Ucraina ha da tempo problemi legati alla sua situazione politica che ci hanno messo più volte in difficoltà. Però siamo sempre riusciti a ottenere i necessari approvvigionamenti di argille, questo aumento del costo dei trasporti ferroviari invece è un imprevisto. Anche perché si prevede un ulteriore incremento, nella seconda metà del 2016, di un altro 15%».
Non c'è molto da fare per rimediare. Se in altre situazioni e con altri Paesi ci sono stati confronti e prese di posizione, stavolta ottenere qualcosa sembra un'impresa disperata.
«La situazione politica è tale che difficilmente si trova un interlocutore». Per la ceramica il danno è notevole e si mangia buona parte dei risparmi che negli ultimi tempi avevano favorito il settore: «Spendevamo un po' meno di nolo navi e i costi del carburante si erano ridotti - dice Confindustria Ceramica - In più il rapporto favorevole col dollaro ci aiuta a livello di export. Ma aumentando i costi di trasporto della più importante materia prima a servizio della ceramica, ancora più determinante in quantità del feldspato turco, buona parte di questi benefici rischiano di risultare vanificati. Molti produttori, visto che in inverno le vie d'acqua in Ucraina si ghiacciano, fanno approvvigionamento di argille in ottobre per quantità sufficienti ad arrivare a primavera. Molti riprenderanno a rifornirsi di materie prime in questi giorni e proprio dal primo maggio i prezzi sono aumentati. Per qualcuno può essere una sgradita sorpresa». Nel quadro dei possibili aumenti vanno incluse anche le spese per operazioni doganali e di carico e scarico delle materie prime ai porti e le stesse riduzioni dei costi dei noli marittimi dell’ultimo anno potrebbero essere presto vanificate dal previsto aumento dei combustibili per le navi.
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