Edifici sotto sequestro e 15 attivisti indagati
L’assessore Urbelli: «Nessuno dormirà in strada, sistemeremo tutti» Sconcerto a Sinistra e nella Cgil: «Troppa violenza, qui è mancato il dialogo»
Quindici indagati per occupazione abusiva: è il lungo elenco di persone identificate dalla Digos il primo giorno dell’occupazione dell’ex Caserma Carabinieri di via Sant’Eufemia. Sono 14 adulti e un minorenne. Gli avvisi di garanzia sono contenuti nell’ordinanza di sequestro eseguita ieri negli stabili occupati. A coordinare lo sgombero è stato il procuratore capo Lucia Musti che ha rilasciato una dichiarazione di agenzia in vista della conferenza stampa di oggi: «La Procura ha chiesto e ottenuto da due diversi giudici, Paola Losavio e Eleonora Pirillo, due ordinanze di sequestro preventivo di due immobili occupati. L’esecuzione delle due misure cautelari reali è avvenuta senza alcun disordine, in assoluta sinergia con le forze dell'ordine (carabinieri e polizia di stato) delegate per l'esecuzione e i servizi sociali del Comune di Modena, nonché i vigili del fuoco, all'esito di una riunione del comitato dell'ordine pubblico sollecitato dalla Procura». Sollecitazione «raccolta dal prefetto con altissima sensibilità istituzionale».
«Nessuno rischia di dormire in strada», riassume l'assessore al welfare Giuliana Urbelli che ieri si è attivata per trovare una sistemazione a 17 nuclei familiari con 34 minori e a 12 single.
Le immagini di Francesca, la 15enne seriamente ferita sopra l’occhio da una manganellata, hanno fatto il giro dei social network colpendo molti modenesi. Ma anche i partiti politici di sinistra sono scesi in campo. Marco Cagusi e Mariella Lioia di Sel scrivono: «Non si può restare indifferenti allo scorrere delle immagini. Quando entra in campo la forza per sanare controversie dove sono evidenti i deboli e dove l’illecito non procura violenze, la sconfitta è della collettività e di un’amministrazione. Auspichiamo la ricerca di azioni che possano risanare e riparare quanto avvenuto».
Commentano Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti d’Italia: «Anche Modena è stato messo in scena lo spettacolo pornografico della violenza legale. Ora il quartiere del centro tornerà al degrado, un degrado che il sindaco intende senz’altro cannoneggiare con le Notti Bianche e il frasario dei “numero uno”, delle “marcie in più” e delle “eccellenze”. Al contrario per noi la vera eccellenza è quella di Muzzarelli che ha fatto prendere a manganellate in testa persone che hanno provato a rimboccarsi le maniche». Scrive il Collettivo CosMoLab: «C’è stata una sproporzione esagerata nel confronti di ragazzi, disoccupati, precari e migranti. Uno sgombero avvenuto in pieno accordo con la giunta e che ha visto un sostanziale disinteresse della politica cittadina». Interviene anche Cgil Modena. «Le immagini che stanno girando sui social e sulle testate giornalistiche circa gli sgomberi e non possono che indurre preoccupazione e necessità di riflessione, essendo immagini non consuete per la società modenese».
«Nell’attesa che si chiariscano le modalità degli episodi occorsi - aggiunge la federazione modenese - quando si arriva alla violenza fisica significa che qualcosa non ha funzionato rispetto al confronto civile, al dialogo e alla mediazione fra le parti, elementi quanto mai necessari su argomenti così delicati specie in un momento storico di forte difficoltà e di crisi».
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