Il sindaco Muzzarelli su Facebook: "Ecco perchè si è arrivati allo sgombero"
Il sindaco giancarmo Muzzarelli per trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini ha deciso di pubblicare integralmente sul social network la sua relazione al consiglio spiegando punto su punto la sua opinione e spiegazione su quanto accaduto
MODENA. Sollecitato dai tanti messaggi dei modenesi che via Facebook oltre a chiedergli spiegazioni lo hanno anche criticato per quanto avvenuto in via S. Eufemia e in via Bonacorsa in occasione degli sgomberi , ha deciso di pubblicare sulla sua pagina Facebook la relazione che ha letto in consiglio comunale cercando di fornire spiegazioni su ogni aspetto dell'accaduto. La riportiamo di seguito per dovere
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"Per massima trasparenza e per rispondere alle domande che alcuni di voi mi hanno rivolto pubblico qui di seguito la relazione completa che ho letto oggi in Consiglio comunale: Come sapete, nella giornata di ieri, 11 maggio, sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine gli edifici occupati abusivamente di via Sant’Eufemia 27 e Via Bonacorsa 20 nel centro storico di Modena.
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L’esecuzione è avvenuta con ordinanza del Questore a seguito delle disposizioni dei giudici, su richiesta della Procura della Repubblica, come ha detto la Procuratrice Musti, in base al reato di invasione di edifici aggravata dal numero di persone. Le operazioni sono state eseguite dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco con la collaborazione della Guardia di Finanza. La Polizia Municipale ha partecipato in funzione di eventuale supporto, mentre i Servizi Sociali del Comune hanno provveduto a prendere in carico le famiglie coinvolte e hanno avviato i percorsi di collocamento, garantendo innanzitutto che nessuna delle famiglie coinvolte fosse costretta a ”dormire per strada”. Lo sgombero ha interessato 76 persone, 31 in Sant’Eufemia e ben 45 in Via Bonaccorsa.
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Si tratta di 16 famiglie con 32 minori e 13 adulti soli. Il censimento dei nuclei ha permesso di rilevare che una parte dei soggetti abitualmente presenti era momentaneamente assente. Dopo una prima fase di identificazione da parte delle Forze dell’Ordine, le persone sono state accompagnate in parte presso gli uffici comunali di piazza Redecocca e in parte di via Galaverna, dove sono state ristorate, ed anche per loro è stata individuata una sistemazione temporanea in albergo e affittacamere in attesa di valutazioni più approfondite. I funzionari del Comune (PM e Lavori Pubblici) hanno curato, con la collaborazione degli stessi occupanti, la gestione degli effetti personali e degli arredi, in modo che gli stessi possano rientrare nella disponibilità dei propri beni, che sono stati imballati e traslocati presso i magazzini comunali.
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La prima preoccupazione dell’amministrazione comunale è sempre stata, come avevamo chiaramente affermato anche in questa sede, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri, quella di cercare soluzioni abitative per tutte le famiglie modenesi che ne avessero diritto, nel rispetto della legalità e a tutela non solo e non tanto dei beni immobili, ma dei diritti e della dignità delle persone coinvolte e della piena e irrinunciabile tutela dell’infanzia. Non a caso gli incontri dei Servizi Sociali erano stati avviati da tempo e avevano già consentito di disegnare una prima mappa dei problemi e delle prospettive. Tra gli occupanti presenti nello stabile di via Sant'Eufemia alcuni nuclei hanno ancora la disponibilità dell'alloggio in affitto e, come avviene in casi analoghi, potranno essere sostenuti nel pagamento dei canoni. Ai nuclei monogenitoriali è stata prospettata una soluzione abitativa autonoma, come avviene per le madri sole con minori a carico; una di queste rientrerà nella stanza che già abitava grazie al contributo del Comune e da cui era uscita forse ritenendo che quello di Sant'Eufemia fosse un progetto autorizzato dal Comune stesso.
Più complicata la gestione delle numerose famiglie (9) presenti in via Bonaccorsa, non conosciute ai Servizi, in quanto nessuno di loro si era precedentemente presentato ai Servizi e in prevalenza risultano provenienti da Comuni fuori Modena. La situazione che si è presentata conferma che i metodi pseudo rivoluzionari e la demagogia servono solo agli agitatori e portano in un vicolo cieco le persone e i loro reali bisogni. Ma anche per questi casi stiamo procedendo, perché per tutti sono previste sistemazioni temporanee in questa fase per poi avviare, o proseguire, percorsi personalizzati, con una particolare attenzione alle famiglie con minori. Purtroppo, come ampiamente riportato dagli organi d’informazione, la giornata è stata segnata anche da scontri tra manifestanti (che non erano gli occupanti) e forze di polizia, che hanno portato al ferimento di un agente e di una ragazza minorenne di Nonantola, ai quali abbiamo augurato e auguriamo una pronta guarigione. Stamane ho telefonato personalmente alla madre per informarmi e fare a lei direttamente i nostri auguri.
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L’episodio ha ovviamente colpito la sensibilità dei cittadini modenesi e degli operatori del Comune (e non poteva essere altrimenti) in una città dove da anni i problemi vengono risolti attraverso il confronto e non lo scontro, secondo un metodo di civiltà che l’amministrazione intende preservare e che deve essere un bene per tutta la comunità, ma sugli avvenimenti della giornata di ieri è necessario fare la massima chiarezza e non confondere strumentalmente le responsabilità. Chi in queste ore sta cavalcando l’episodio per attribuire all’amministrazione comunale la responsabilità dei disordini o addirittura propositi autoritari e insensibilità sociale compie non solo un atto di deliberata disinformazione, ma rischia di assolvere i veri responsabili degli incidenti e di trasformarli immeritatamente in paladini dei diritti dei poveri o di alimentare pericolose illusioni presso aree di povertà e di esclusione sociale, delle quali la politica e le istituzioni devono certamente farsi carico con maggiore sollecitudine ed efficacia, ma che non possono trovare risposte dignitose e durature con le scorciatoie, la violenza e l’illegalità.
RIEPILOGHIAMO I FATTI:
1. lo sgombero dei locali di Via Sant’Eufemia e Via Bonacorsa è avvenuto senza incidenti: non ci sono state resistenze e tantomeno violenze. Le Forze dell’Ordine hanno agito con grande attenzione e rispetto; le famiglie sono state accompagnate presso gli uffici dei servizi sociali mediante veicoli appositi; i beni sono stati raccolti, ordinati e depositati nei magazzini comunali, a disposizione dei legittimi proprietari.
2. Gli scontri fra i cosiddetti “antagonisti” (circa 40) e la Polizia di Stato sono accaduti alle ore 11,30, dopo che le operazioni di sgombero erano state ultimate intorno alle ore 10,30 e le famiglie erano insieme agli assistenti sociali all’interno dello stabile. Non si sono svolti di fronte ai locali occupati abusivamente, ma in Piazza Redecocca, presso la sede dei servizi sociali, dove i manifestanti volevano entrare in massa, con l’intento di ingerirsi nelle attività dei servizi e di imporsi con la forza come rappresentanti degli sfollati e di costringere le istituzioni a subire la loro piattaforma politica.
3. Tutti i resoconti e i filmati confermano che i manifestanti di Guernica e della Rage hanno tentato di forzare gli accessi e si sono scagliati per primi contro la Polizia, con insulti, spinte, pugni, calci e lancio di oggetti e solo a seguito di tali comportamenti gli agenti hanno reagito ricorrendo ai manganelli. Due agenti sono rimasti contusi e uno ferito. L’intervento a sostegno di una unità mobile dei Carabinieri ha consentito di respingere gli antagonisti e di formare un cordone di sicurezza intorno alla entrata degli uffici comunali.
4. La decisione di procedere allo sgombero dei locali non può essere in alcun modo definita precipitosa e affrettata. Le occupazioni risalivano rispettivamente al 2013 e alla scorsa Pasqua e in questo lasso di tempo, come abbiamo più volte detto anche pubblicamente, l’amministrazione si è ripetutamente rivolta agli occupanti per procedere alla identificazione e alla ricerca di soluzioni adeguate, condivise e legali. Le istituzioni, in altri termini, hanno sempre privilegiato la strada del dialogo.
Chi ha ostacolato il confronto sono stati ancora una volta i centri sociali, il cui evidente interesse non è la soluzione dei problemi, ma sono la visibilità mediatica e lo scontro con le istituzioni, se necessario anche violento, come dimostrano i quantitativi di bulloni trovati ieri all’interno degli immobili e accumulati probabilmente per il lancio contro le Forze dell’Ordine e come ci avevano già fatto capire episodi precedenti come le lesioni subite da una nostra agente di Polizia Municipale durante un controllo rifiutato per l’appunto con violenza. In conclusione, dunque, mi pare evidente che le istituzioni hanno operato con rigore e attenzione, nel rispetto della legge e dei diritti delle persone, e con un’apprezzabile sinergia.
Dovremo ovviamente tornare sul tema della casa, perché questo è il problema di fondo che questa vicenda ci consegna, assieme alla povertà e alla disuguaglianza, ma intanto io credo che sia giusto ringraziare la Magistratura, il Prefetto, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale, l'Assessora Urbelli e le operatrici e gli operatori dei servizi sociali, dei lavori pubblici e gli altri dipendenti del Comune. Nell’esperienza di ieri ci sono certamente cose da imparare per migliorare in futuro, ma i principi fondamentali sono stati riaffermati: il sostegno che viene offerto alle persone in stato di bisogno non può essere disgiunto da percorsi che si devono svolgere nell’assoluta legalità ed evitando le strumentalizzazioni delle situazioni di disagio e povertà.
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