Caprioli timidi e cinghiali curiosi Le regole da rispettare nel bosco
MODENA. Con l’arrivo dell’estate, avremo più occasioni di trascorrere del tempo in giro per boschi e prati, dove può capitare di imbattersi in giovani volpini che si rincorrono tra di loro facendosi...
MODENA. Con l’arrivo dell’estate, avremo più occasioni di trascorrere del tempo in giro per boschi e prati, dove può capitare di imbattersi in giovani volpini che si rincorrono tra di loro facendosi agguati o capriole. Questi animali si stanno preparando con il gioco ad interagire tra di loro, a cacciare e a difendersi, sotto gli occhi della madre che li osserva poco distante, pronta ad intervenire ad ogni pericolo. Se li osserviamo da lontano, potremmo imparare molto lasciandoli indisturbati nella loro casa: il bosco. E mentre camminiamo verso la meta del nostro picnic, se stiamo in silenzio, possiamo scorgere sotto a un cespuglio un piccolo capriolo che sta immobile per aumentare il mimetismo e non farsi vedere.
«Pensate - spiega Piero Milani, responsabile de “Il Pettirosso” - ci si potrebbe passare di fianco senza percepirne il minimo movimento, neppure il respiro, lui crede di non essere visto e la sua pomellatura, le classiche macchiette bianche, lo aiutano a nascondersi in mezzo all’erba alta. Il comportamento giusto da tenere è quello di allontanarsi in assoluto silenzio, senza toccarlo, perché toccandolo potremmo alterargli l'odore e la mamma potrebbe non riconoscerlo e smettere di allattarlo».
Strada facendo, si arriva al punto attrezzato dove passare il resto della giornata. Tutto è perfetto: la griglia, le panchine, gli uccellini che cantano e il suono del ruscello. «È successo che una famiglia, una volta accesa la griglia, ha visto uscire dalla boscaglia un paio di baldanzosi cinghialotti di una ventina di chili che hanno sentito l’odore delle provviste - racconta Milani - e hanno capito che li c’era da mangiare. La famiglia ha iniziato a dare ai cinghiali dei pezzetti di pane, e gli animali, dal canto loro, si stavano esibendo in girotondi e corsette per poi andare a reclamare un altro pezzo di pane come premio per la dimostrazione ginnica. Una scena che in quel momento divertiva tutti ma, arrivato il momento del pranzo, la famiglia non ha avuto più tempo da dedicare agli animali».
Passato qualche minuto e i giovani cinghiali hanno iniziato a grugnire avvicinandosi al tavolo e spingendo le gambe di chi era seduto. Uno dei due, non riuscendo ad attirare l’attenzione, ha preso un lembo dei pantaloni della persona strattonandolo.
«In un batter d’occhio è arrivata la chiamata al Pettirosso. Ci dicono che dei cinghiali stanno attaccando delle persone e così i volontari partono immediatamente. Arrivati sul posto, uno dei due cinghiali scappa nel bosco e l’altro si fa prendere dai volontari che lo immobilizzano. Tutti spiegano in modo concitato l’accaduto, pensando di essere dalla parte della ragione. Non era così perché erano stati loro a violare le leggi della natura. Quando andiamo in un bosco entriamo nella casa degli animali selvatici e dobbiamo rispettare certe regole. Mettiamoci nei loro panni e pensiamo cosa non vorremmo per casa nostra. L’amore per gli animali comincia dal nostro rispetto per loro e per l’ambiente in cui vivono. Non date da mangiare agli animali selvatici, guardateli da lontano e se avete dei dubbi chiamate il Pettirosso al 3393535192 - 3398183676. Aiutateci ad aiutarli, semplicemente con il 5 per mille o una donazione».(l.s.)
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