Gazzetta di Modena

Modena

caso maserati. URITI DEL SINDACATO CISL REPLICA ALLA FIOM

«Fca, solo Fim aiuta i lavoratori»

«Cgil ha concluso zero, noi accordi che portano soldi e investimenti»

2 MINUTI DI LETTURA





Nuova puntata delle interminabili polemiche fra i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil sul futuro dello stabilimento modenese di Maserati. È il turno della controreplica Cisl, tramite il nuovo segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti, alle dichiarazioni di Cesare Pizzolla della Fiom.

«La Fiom - dice Uriti - dovrebbe illustrare le cose concrete che ha fatto in questi anni per i lavoratori di Fca e Maserati: i risultati sono pari a zero. La Fim Cisl ha sottoscritto negli ultimi tre anni tre accordi che hanno portato miglioramenti salariali e normativi anche agli iscritti Fiom. Soltanto nell'ultimo contratto nel 2015 i lavoratori Maserati di Modena hanno percepito 1.320 euro. I contratti da noi firmati senza Fiom pesano ormai 307 euro al mese nella busta paga degli operai di Fca e Maserati. Anche sul piano industriale e occupazionale i nostri accordi, non altro, hanno impegnato il gruppo Fca a fare importanti investimenti negli stabilimenti italiani, raddoppiando la produzione di auto e riducendo la cassa integrazione dal 40% dei 68.000 occupati a circa il 12%. Anche l'incremento occupazionale negli ultimi tre anni di Maserati Modena da circa 750 a 1300 occupati si è determinato per gli impegni che Marchionne ha preso con noi nel 2012 e 2014 sugli investimenti nei marchi Alfa Romeo e Maserati e non per le chiacchiere di Pizzolla. I modelli previsti nel piano 2014-2018 erano tre - dice ancora Uriti - oltre al Levante assegnato a Mirafiori, la nuova gran turismo e la supercar Alfieri. L'andamento dell’economia e del mercato cinese ha portato Fca a valutare con prudenza la partenza dei due modelli, che ha comunque confermato entro il 2018».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google