Il bilancio non sarà votato: c’è lo spettro commissario
Finale. I revisori dei conti non vogliono responsabilità dopo la bufera giudiziaria Un esperto approverà il documento. Le elezioni evitano di sciogliere il Comune
FINALE. La bufera giudiziaria partita dall’indagine coordinata dalla Procura di Modena non solo ha annientato un’intera classe dirigente - il sindaco Ferioli e la vecchia Giunta non si sono candidati alle prossime elezioni - ma ha anche mandato in panne la macchina burocratica quotidiana. Negli uffici comunali non ci si fida più ad imbastire alcun atto, la paura di cadere in errore e finire indagati ha preso il sopravvento. E lo stesso sentimento lo stanno vivendo i tre nuovi Revisori dei conti, che hanno comunicato l’intenzione di non voler fornire un parere favorevole al bilancio consuntivo 2015. Il documento andrebbe approvato - già fuori tempo massimo ma nel regime transitorio di 20 giorni - entro il 24 maggio, ma salvo ripensamenti l’atto non approderà neppure in Consiglio comunale. I tre Revisori, infatti, hanno fatto presente di non sentirsi sereni, vista la situazione che il Comune sta attraversando, nel fornire un’indicazione positiva ai conti, segnalando comunque l’autonomia del Consiglio nel dare il nullaosta al consuntivo. Quasi una provocazione dal momento che nessuno dei consiglieri, a pochi giorni dalle elezioni, si assumerà una responsabilità del genere senza quel cuscinetto legale che i revisori impersonificano. A convincerli non sono bastate neppure le controdeduzioni presentate dall’ufficio Ragioneria del Comune, che ha elaborato un meticoloso documento di spiegazione alle precedenti osservazioni. Tra l’altro non ci sono neppure ormai i tempi tecnici per presentare ai Consiglieri comunali il documento, che deve essere in loro possesso almeno 20 giorni prima dell’eventuale approvazione.
A questo punto la normativa prevede una comunicazione dell’amministrazione alla prefettura. Il Testo Unico sugli Enti Locali fissa che l’organo di controllo regionale - oggi il Prefetto - nomini un commissario ad acta per l’approvazione della “deliberazione di salvaguardia degli equilibri di bilancio”. Il Prefetto può anche sospendere il Consiglio. Dalla data del decreto inizia invece la procedura di scioglimento del Comune. Ma il caso Finale è piuttosto anomalo rispetto ai casi di scuola visto che il 5 giugno sarà chiamato alle urne per scegliere il nuovo sindaco e la nuova Assemblea comunale. Ecco perché mancheranno i tempi tecnici per arrivare allo scioglimento dell’amministrazione, così come sarà complicato - se non con una procedura urgente - arrivare alla nomina anche di un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio consuntivo. Una responsabilità, che a questo punto, potrebbe ricadere sui futuri organi elettivi. Ma gli ultimi scenari viaggiano nel campo delle ipotesi visto che sarà l’amministrazione comunale a decidere quando alzare bandiera bianca e attivare il percorso di salvaguardia. Potrebbe già farlo oggi. (fd)
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