L’esperto della difesa: «Autodromo, il verde è stato rispettato»
Caso Marzaglia: in aula il consulente dei dirigenti imputati spiega perché il Comune agì in regola con la prescrizione
Caso Marzaglia: secondo il consulente tecnico della difesa al processo contro i due ex dirigenti del Settore urbanistico del Comune di Modena, le scelte e le attuazioni del Comune di Modena e i permessi firmati da Giovanni Villanti e Marco Stancari, imputati per lottizzazione abusiva, erano invece del tutto regolari. Lo ha spiegato ieri pomeriggio davanti al giudice Domenico Truppa l’ingegner Cario Piacquadio, ex dirigente urbanistico a Castelfranco e oggi dirigente a Cento. La sua audizione è ruotata tutta sulla storia di questo enigma intorno a cos’è “verde pubblico “ e cos’è “verde d’uso pubblico” in un terreno che nel 1970, quando venne donato dall’Opera Pia Levizzani, era tutto un campo agricolo e che nel 2003 è stato destinato ad altro fino a diventare un autodromo. Paicquadio ha spiegato infatti che la prescrizione nella variante Psc del 2003, adottata dal Consiglio comunale nell’ambito del cosiddetto “Spacchettamento del Prg”, prevedeva appunto un 50% di verde pubblico e un 30% ad uso pubblico, ma le espressioni erano divise nel testo da un semplice “punto e virgola” senza altra spiegazione. La lettura grammaticale e urbanistica che ne dà il consulente della difesa - e quindi in linea con il volere del Comune - è che la “particella semplice 1740” che comprendeva i 257mila mq di terreno era già di proprietà pubbica e quindi il 50% si deve intendere in senso qualitativo (ovvero un miglioramento della piantumazione) e il 30% quantitativo per il suo utilizzo e la sua fruibilità da parte dei modenesi. Quindi, ha detto, considerare il verde 50%+30% è un’operazione semplicistica. Ma, ha ricordato il consulente, in realtà la prescrizione era già ampiamente soddisfatta sia dal Bosco Fattoria che dai Pino Strobo. Quindi quando si decise di costruire una pista prove dopo l’escavazione della ghiaia il terreno prevedeva già altri interventi realizzati oppure in realizzazione come l’aeroporto, il caravan center e altro.
Siccome un processo è sempre un’occasione per arrivare a capire in prospettiva storica un problema insolubile nell’attualità, ecco che il consulente ha finalmente spiegato il punto chiave della vicenda. L’origine dell’inghippo va ricercata nel 1991 quando la Regione, varato il Ptpc, prevedeva per l’area 1740 di Marzaglia un vincolo di pregio paesistico, ma poi nel 1993 nel Ptpt ecco che improvvisamente il vincolo di pregio paesistico sparisce all’improvviso. E quando il Comune di Modena nel 2003 affronta l’operazione di “spacchettamento Prg” in base alla nuova legge regionale 20, il vincolo non è più necessario. Eppure la prescrizione viene inserita lo stesso. Insomma, pare di capire che la prescrizione sul verde non fosse affatto vincolante in base alle normative paesistiche e urbanistiche dell’epoca, ma in qualche modo doveva soddisfare dei requisiti che oggi però continuano a restare sfuggenti e in ogni caso sottoponibili a interpretazioni. Fatto sta che, ha spiegato il consulente, l’iter non ha ai però subito alcun intoppo fino al 2008 quando iniziò la realizzazione del progetto dell’autodromo.
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