L’ex scuola di don Dorino, il regno di topi e degrado
L’edificio ospitava l’istituto Ipsia ed è abbandonato all’incuria da quindici anni Tanti altri i disagi denunciati dai residenti del quartiere Ancora Borgo Venezia
Nel quartiere la chiamano ancora “la scuola di don Dorino”, anche se il fondatore non c’è più da anni e anche la scuola, che ora si chiama Ipsia don Magnani, si è trasferita da una quindicina nel più moderno polo scolastico. Ma magari non si merita neanche, il benemerito fondatore, di essere collegato al capannone fatiscente proprio nel centro del quartiere Ancora Borgo Venezia che, abbandonato da anni, sta diventando ricettacolo di problemi e disagi per il quartiere.
Una volta il problema era l’amianto ed è stato risolto scoperchiando i capannoni (la scuola era ricavata in un vecchio complesso artigianale, un edificio e una parte di ex stabilimento). Ma poi non è successo altro. Lasciato dagli studenti per una sistemazione più confortevole, lo stabile è ancora così come venne abbandonato.
«Il tempo e l’abbandono si fanno sentire – lamentano i residenti le cui abitazioni confinano con l’ex Ipsia – nessuno controlla quest’area che ormai è piena di topi e altri animali. L’amianto non c’è più, ma lo stabile va in rovina pezzo per pezzo, ogni tanto si stacca qualcosa, una finestra, un davanzale. In più è uno spazio incustodito in cui si può nascondere chiunque e qualunque cosa». L’area non è di proprietà comunale, ma dovrebbe essere ancora nelle pertinenze della Curia. Il problema è cresciuto col tempo proprio perchè nessun tipo di destinazione alternativa è stata individuata. La parte adibita a prato viene periodicamente ripulita, ma lo stabile è lasciato all’usura del tempo. È lo spazio più grande e centrale fra quelli bisognosi di intervento nel quartiere che, come altre volte, lamenta un certo livello di abbandono e di mancanza di decoro urbano. Resta un problema amianto, segnalato dai residenti, sia all’ex frantoio lungo il Secchia che sugli ex spogliatoi del campo sportivo di Borgo Venezia, che rappresenta un bell’esempio di recupero in sinergia fra Comune e associazioni che si sono incaricate di recuperarlo dall’abbandono in cui versava; ma la vecchia struttura degli spogliatoi, sebbene ci sia quella nuova, avrebbe dovuto scomparire e invece è ancora in parte al suo posto amianto compreso.
Altra zona segnalata come fonte di degrado è quella del terrapieno su cui corre la ferrovia per Reggio, di fatto è qui il confine del quartiere e l’erba incolta e la mancanza di pulizia influiscono sulle condizioni di vita degli abitanti più vicini a questi spazi. In questo caso le soluzioni ci sono: «Ci prendiamo in carico noi la pulizia della massicciata – ha detto il sindaco Pistoni ai cittadini – in un accordo con le ferrovie che però dovrà includere anche un loro impegno nel mantenimento della zona della stazione e relativo parcheggio. Intanto però la manutenzione necessaria la portiamo avanti in attesa di accordo».
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